
“Papà… quando arriviamo?”
“Presto.”
“Ma presto quanto? Io sono stanco!”
“Come fai ad essere stanco? Sei seduto su una poltrona, su un aereo che vola veloce veloce e in poco tempo ci porta a destinazione. Non è sempre stato così, sai? Vieni qui, ascolta:
Una volta ci si spostava solo a piedi o a cavallo, e se andavi per mare le navi non erano certo veloci e comode come la Costa Crociere che tanto ti è piaciuta l’anno scorso. Pensa al Medioevo: chi voleva recarsi in pellegrinaggio a Gerusalemme, per esempio, si imbarcava in un’impresa rischiosa e lunga. Per arrivare a Gerusalemme ci volevano due mesi e c’era il rischio di non tornare più indietro: i pellegrini potevano infatti venire assaliti dai briganti, essere derubati, uccisi o venduti come schiavi. Durante il viaggio, a piedi o su una cavalcatura, i pellegrini non si fermavano certo in lussuosi alberghi o villaggi turistici per le loro soste: venivano accolti in monasteri e castelli solo perchè potessero ristorarsi e riposarsi un po’.”
“E quante volte si fermavano?”
“Dipendeva dal viaggio. Guarda, in questo libro è riportato un documento che ci racconta un viaggio di due fiorentini, come noi. E’ una specie di diario… diciamo un blog d’altri tempi, come quello che tu scrivi raccontando delle tue partite di calcio e degli incontri con i tuoi amici. Parla di Giorgio Guerci e Simone Siglo, mercanti fiorentini della Corporazione della Lana, che, per espiazione ordinata dal quaresimale…”
“Da che cosa?”
“Non da che cosa, ma da chi: il quaresimale era una specie di predicatore, che decideva quando le persone avevano dei peccati da farsi perdonare, e per ottenere l’assoluzione ordinava loro di andare in pellegrinaggio a Gerusalemme. Quindi, dicevo, nel 1384, in Santa Croce venne loro ordinato di fare questo viaggio penitenziale, e partirono il 15 aprile di quell’anno. Il viaggio si svolse in 4 tappe:
Firenze-Roma-Bari: via terra, durò 1 mese e 15 giorni, comprese le soste notturne negli ospizi e santuari lungo il percorso. Come penitenza: viaggio a piedi, ma con 2 servi e 2 cavalli con bagagli. Spese complessive: 475 fiorini ciascuno.
Bari-Cipro: 2 mesi, per via delle burrasche, su una galea veneziana. Contratto di viaggio: vitto in proprio, dormire sulla tolda, assicurazione contro i pirati. Spese complessive: 756 fiorini ciascuno.
Cipro-Acri: 6 giorni su una nave genovese. Stesso contratto, insieme ad altri pellegrini. Spese complessive: 97 fiorini ciascuno.
Acri-Gerusalemme: 28 giorni, in carovana di cammelli e cavalli, con molti pellegrini, sostando in ospizi cristiani. Spese complessive: 409 fiorini ciascuno, compresa la tassa di pedaggio araba.”

“Come in autostrada papà?”
“Sì… possiamo dire così. Vedi ben che oggi siamo più fortunati!”
“Ma quando furono inventati gli aerei?”
“L’aereo è un mezzo di trasporto moderno ed ha una storia breve. Fino a tutto l’800 c’erano solo l’idea e il desiderio di viaggiare nell’aria.
Il primo a disegnare macchine volanti fu Leonardo da Vinci, ma dovette passare ancora molto tempo prima che le idee di Leonardo trovassero una qualche applicazione pratica nella realtà.
Pensa però che i primi a costruire modellini volanti furono gli antichi Egizi!”
“Davvero???”
“Sì… aspetta, guarda qui: il primo aereo della storia è un modellino in legno che si trova nel Museo Egizio de Il Cairo. Ha un’apertura alare di 18 cm, mentre il muso misura 3,2 cm e la lunghezza totale raggiunge i 14 cm. Pesa 39,12 g ed è in grado di volare.”
“Wow! E dove l’hanno trovato?”
“L’hanno trovato nel 1898 in una tomba, nei pressi della città egizia di Saqqara. Sulla tomba c’erano dei geroglifici che dicevano: E’ un regalo di Amon, il dio della luce.“

“E c’è solo quello lì?”
“No, nello stesso Museo vi sono in tutto 14 modellini di aerei che appartenevano agli antichi Egizi. Tutti possono volare: lo hanno confermato molti collaudi tecnici.”
“E….”
“E adesso basta. Guarda, stiamo per atterrare. Hai visto che non ti sei annoiato? Adesso siediti e allaccia la cintura, così…”
“Grazie papà.”
Paolo sorride e pensa “Meno male che mi ero preparato ad ingannare il tempo e ho fatto un po’ di ricerche… e anche questa è andata!”: conosce bene suo figlio, sa che è curioso e sa cosa ci vuole per farlo stare tranquillo. Così cerca di non farsi mai cogliere impreparato. E adesso sono pronti per godersi la vacanza.

Giusy