Idrisa aveva nove anni e viveva con la sua famiglia in un villaggio a pochi chilometri da Freetown, la capitale della Sierra Leone.
Giocava, andava a scuola, aiutava i genitori.
Una vita normale interrotta un brutto giorno dall’arrivo dei ribelli. Urlavano, sparavano in aria, picchiavano la gente. Presero Idrisa e, con altri bambini, lo portarono nella giungla per farne un guerriero.

Furono mesi tremendi: gli insegnarono a usare il mitra e la pistola e lo costrinsero a uccidere bambini come lui. Avrebbe voluto opporsi, ma i ribelli minacciavano di morte lui e i suoi familiari. Per sconfiggere la paura, prima delle azioni di guerra lo costringevano a drogarsi. Il cibo era scarso: bisognava rubarlo, oppure accontentarsi della carne di scimmia e di cane.

Poi, un giorno, Idrisa si accorse che tra i ribelli c’era fermento. Si parlava di un accordo per rilasciare una parte dei bambini rapiti. Gli tolsero il fucile, lo fecero salire su un camion e lo portarono nel campo di accoglienza di Lakka.

C’era un banchetto con alcuni uomini molto gentili: disse il suo nome e l’indirizzo della sua famiglia. E poi, con un braccialetto di riconoscimento al polso, ricevette uno stuoino per riposarsi e del buon cibo.
Idrisa è rimasto a Lakka per alcune settimane, ancora scosso dai brutti ricordi e disegnando azioni di guerra, armi, persone uccise.

Finalmente ha ritrovato i suoi familiari. Ora vive con loro, disegna alberi, animali, bambini che giocano e va a scuola, anche se non gli piace tanto studiare.

Preferisce il pallone e come tanti suoi coetanei, ha un sogno: diventare un calciatore.


I DIRITTI DEI BAMBINI
Secondo la Convenzione per i diritti dell’infanzia, nata nel 1989 per volontà dlle Nazioni unite, i bambini hanno diritto:

- all’uguaglianza: non ci devono essere differenze di razza, colore, sesso, lingua, religione, opinione politica, origine nazionale, etnica, sociale, handicap, nascita;

-alla vita e, dopo la nascita, a un nome;

-alla libertà di espressione, alla libertà di cercare, ricevere, diffondere informazioni e idee di ogni genere, sia per iscritto, sia a stampa o in forma artistica;

-a conoscere, sin dalla nascita, i propri genitori e a essere accuditi da una famiglia;

-alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione;

-a essere protetti da qualsiasi forma di violenza, abbandono e sfruttamento;

-a godere della salute fisica e mentale e a ricevere le cure adeguate;

-a essere educati e a ricevere l’istruzione primaria gratuita;

-a essere protetti in caso di guerra;

-a riposarsi e a giocare.

Sembra tutto così scontato…
Sembrano cose così normali…
Sembra assurdo che una Commissione debba riunirsi per sancire tutto ciò…
Sembra.
