Uova…
… e uova…
Siccome non so quale tipo di uovo sia di Vostro gradimento, Ve ne ho proposti un po’…. scegliete quello che preferite!
Auguro una
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Uova… e uova!

E così, anche quest’anno, migliaia, milioni di euro verranno spesi per le immancabili uova di cioccolato. Fondenti o al latte, bianche o nocciolate, incartate o decorate, in tutte le vetrine e su tutti gli scaffali dei centri commerciali ci fanno l’occhiolino aspettando di essere acquistate.
Poi non dimentichiamo le uova colorate: in questi giorni in molte case è tutto un dipingere e decorare uova sode o svuotate. Chi le utilizza per abbellire le tavole, realizzando splendidi centrotavola, chi le regala mettendole in cestini infiorati, chi invece le appende a un ramo reciso di qualche albero o arbusto (siamo in periodo di potatura) ottenendo così una sorta di “albero di Pasqua”.

In tavola, inoltre, il giorno di Pasqua non possono mancare le uova nel menu: dall’uovo alla coque a colazione alle uova sode da infilare nel ripieno della torta pasqualina non c’è cucina che non veda passare sui propri fornelli dozzine di uova fresche freschissime (o almeno si spera che siano tali).

Nei Paesi anglosassoni i bambini aspettano Easter Bunny, il Coniglio Pasquale, che, come una sorta di Babbo Natale, arriva saltellando nella notte tra sabato e domenica col suo cestino pieno di uova di cioccolato (grandi più o meno come le uova kinder) ricoperte di carta stagnola colorata, e le nasconde in giardino o in casa: più i bambini sono stati buoni, più uova il coniglio nasconde. La mattina seguente i bambini, dopo aver fatto colazione, si cimentano nella “Easter Egg Hunt”, la caccia all’uovo.

Ma c’è un tipo di uovo che non si trova in tutte le case, e neppure in tutti i negozi, ma che ogni donna vorrebbe avere nella sua vetrinetta dei “ricordi”: l’uovo di Fabergé.

Fra il 1885 e il 1917 furono realizzate ben 57 di queste uova di Pasqua in oro, preziosi e materiali pregiati, una per ciascun anno, all’approssimarsi della festività. Fabergé e i suoi orafi hanno progettato e costruito il primo uovo nel 1885. L’uovo fu commissionato dallo zar Alessandro III di Russia, come sorpresa di Pasqua per la moglie Maria Fyodorovna.

L’uovo, di colore bianco con smalto opaco, aveva una struttura a scatole cinesi (o a matrioska): all’interno vi era un tuorlo tutto d’oro, contenente a sua volta una gallinella colorata d’oro e smalti con gli occhi di rubino. Quest’ultima racchiudeva una copia in miniatura della corona imperiale contenente un piccolo rubino a forma d’uovo. La zarina fu così contenta di questo regalo, che Fabergé fu nominato da Alessandro “gioielliere di corte”, e fu incaricato di realizzare un uovo di Pasqua ogni anno da quel momento in poi, con la condizione che ogni uovo doveva essere unico e doveva contenere una sorpresa.

La preparazione delle uova occupava un intero anno: una volta che un progetto veniva scelto, una squadra di artigiani lavorava per montare l’uovo. I temi e l’aspetto delle uova variavano ampiamente. Per esempio, sulla parte esterna, l’uovo del 1900 era decorato da una fascia grigia metallica con inciso il programma dell’itinerario della ferrovia, ma all’interno aveva un intero treno molto piccolo in oro.

A partire dal 2006, appena ventuno uova erano ancora in Russia, e la maggior parte si trovava in esposizione al museo dell’arsenale del Cremlino. Nel mese di febbraio del 2004, l’imprenditore russo Viktor Vekselberg acquistò nove uova precedentemente possedute dall’editore americano Forbes, riportandole così in Russia. Le più piccole collezioni sono nel museo delle belle arti della Virginia, nel museo dell’arte di New Orleans e in altri musei nel mondo. Quattro uova fanno parte di collezioni private e otto mancano ancora.
Qualcuno di voi, per caso, è in possesso di qualche esemplare mancante e fa finta di nulla?
Il “Caffè della Peppina” augura

a tutti i suoi clienti
a chi passa saltuariamente
e anche a chi si trova a passare di qua per caso.
Giusy












