Avete presente quella pubblicità che gira spesso su tutte le reti, a qualunque ora del giorno e della notte, quella dove lei entra in casa e la trova iper-illuminata di luci natalizie, con decorazioni, ornamenti e orpelli di stagione a volontà, un’esagerazione tale che neanche da Harrods trovi una varietà di paccottiglia così ampia…
Quella dove lui, convinto di farle una gradita sorpresa, si fa trovare a manovrare un impianto luci degno di un concerto dei Pooh dei tempi d’oro, mentre lei deve fare uno slalom tra babbinatale e pupazzi, di neve e non, per attraversare il soggiorno… sissì, vedo dai vostri occhietti lucidi e commossi che avete capito di cosa sto parlando, ecco, bravi, proprio quella lì (volevo postare il video per permettere a chi non avesse avuto ancora il piacere di condividere con noi queste emozioni di capire meglio di cosa stessimo parlando, ma stavolta non ci sono riuscita… é proprio vero che non tutte le ciambelle….).
Ma torniamo nel nostro appartamentino bardato a festa.
Dunque, lei, saggia e consapevole dell’aria di crisi che tira da ogni dove (più che di aria si dovrebbe parlare di bora, di quella dei giorni peggiori), stacca la spina (che qui si tratta di risprmiare e mangiare o…. cinghia!) e toglie il trastullo al citrullo; poi, tutta dolce e raccolta, gli si avvicina con una candela accesa in mano (e qui l’idea del risparmio si fa ancora più incisiva) e parte la voce in sottofondo che recita:
“Sono le piccole cose che ti fanno godere il Natale”
e tu pensi: “Ooooooh, ecco che finalmente i pubblicitari la piantano con spot inneggianti al lusso e ad oggetti costosi ed inutili… finalmente sono entrati nell’ottica che il pubblico va invitato a riflettere sulla situazione che stiamo vivendo… bene, bravi… era ora… piccole cose, piccoli pensieri… tanto si dice sempre che è il pensiero che conta, no?” ma neanche il tempo di finire di formulare il pensiero (e sì che il pensiero è veloce, nè? più veloce della luce!) che la suadente voce di sottofondo aggiunge:
“ecco perchè puoi goderti il tuo Natale con Smartphone di Vodafone,
a partire da 5 € al mese”
ovviamente omettendo di dire per quanti mesi, che c’è un contributo iniziale, e che è un oggetto totalmente inutile (a meno che tu non sia un super-manager iper-impegnato tra appuntamenti, consigli d’amministrazione in minimo 3 aziende, una moglie, 2 amanti e 3 ex-mogli, più un numero imprecisato di figli naturali, acquisiti, ristretti, allargati….) e che sarà piccolo, sì, ma sicuramente non è piccolo il costo di questo oggettino cult (si dice così?) che non ti dà da mangiare, non ti veste e non paga la retta della scuola di tuo figlio, quel figlio a cui magari l’hai regalato. Anzi…. a volte riesce a far in modo che la scuola se ne vada a gambe all’aria, per colpa di quell’equazione inversamente proporzionale per cui più tempo passi a pigiare sui tasti, meno ne passi sui libri.
Ma quello su cui volevo soffermarmi in particolare è il concetto che si cerca di far passare, quello di “oggetto piccolo” uguale “regalo sobrio”, come se fosse vero il fatto che, trattandosi di un oggetto piccolo, sia per questo più accessibile, più “intimo”, un pensierino sentito e fatto col cuore, giusto così… proprio per non fare gli auguri e basta…
Quindi, ragionando con questa logica, perché non regalare un anello con un bel brillante? È piiiiiiccolo… che vuoi che sia? Giusto un pensiero… Oppure suggerirei una scatoletta piccina picciò con dentro una chiave. La chiave di una BMW nuova fiammante. Quanto spazio vuoi che occupi una chiave? O, in alternativa, una busta con dentro un biglietto per una crociera della durata di 3 settimane su una nave di lusso “all inclusive” verso qualche paradiso terrestre, meglio se fiscale. Pensa a com’è sottile una busta… quasi impalpabile, incorporea, invisibile…più piccola di così!
La lista potrebbe essere ancora lunga, ma mi fermo qui. Credo d’aver reso l’idea.






