Colleghi

Un giorno, un ricco e un disoccupato cominciarono a discutere.

- Non è giusto, – diceva il disoccupato: – tu mangi e io digiuno, tu vai in auto e io a piedi, tu hai una bella casa e io vivo in una baracca.

- Ragioni proprio in un modo strano, – disse il ricco. – Perché te la prendi con me? Noi due siamo colleghi.

- Come sarebbe a dire?

- Non facciamo forse lo stesso mestiere, quello di non far niente? Ma mi lamento io, forse? Sii ragionevole anche tu, smettila di lamentarti… Ciao, collega.

Gli strinse la mano, salì in auto e se ne andò.

In fondo, era solo questione di punti di vista…

Di manovre, manovrine e contromanovre

Sono cose che si sanno, lo so, lo sanno tutti oramai, ma… dati i tempi, data l’aria che tira, un ripassino non fa mai male.

“FANNO FINTA DI LITIGARE MA PER LORO E’ SEMPRE FESTA”
Sull’Espresso di qualche mese fa c’era un articoletto che spiegava come recentemente il Parlamento abbia votato, all’UNANIMITA’ e senza astenuti, un aumento di stipendio per i parlamentari pari a circa €1.135,00 al mese.

Inoltre la mozione è stata camuffata in modo tale da non risultare
nei verbali ufficiali.

STIPENDIO Euro  19.150,00 AL MESE

STIPENDIO BASE circa Euro 9.980,00 al mese 

PORTABORSE circa Euro 4.030,00 al mese (generalmente parente o familiare)

RIMBORSO SPESE AFFITTO circa Euro 2.900,00 al mese 

 INDENNITÀ DI CARICA (da Euro 335,00 circa a Euro 6.455,00)   TUTTI ESENTASSE 

 +

TELEFONO CELLULARE gratis 

TESSERA DEL CINEMA gratis 

TESSERA TEATRO gratis

TESSERA AUTOBUS – METROPOLITANA gratis

FRANCOBOLLI gratis 

VIAGGI AEREO NAZIONALI gratis 

CIRCOLAZIONE AUTOSTRADE gratis 

PISCINE E PALESTRE gratis 

FS gratis 

AEREO DI STATO gratis

AMBASCIATE gratis 

CLINICHE gratis 

ASSICURAZIONE INFORTUNI gratis 

ASSICURAZIONE MORTE gratis

AUTO BLU CON AUTISTA gratis

RISTORANTE gratis (nel 1999 hanno mangiato e bevuto gratis per Euro 1.472.000,00).

Intascano uno stipendio e hanno diritto alla pensione dopo 35 mesi in parlamento, mentre obbligano i cittadini a 35 anni di contributi (41 anni per il pubblico impiego !!!) Circa Euro 103.000,00 li incassano con il rimborso spese elettorali (in violazione alla legge sul finanziamento ai partiti), più i privilegi per quelli che sono stati Presidenti della Repubblica, del Senato o della Camera (es.: la sig.ra Pivetti ha a disposizione e gratis un ufficio, una segretaria, l’auto blu ed una scorta sempre al suo servizio).
La classe politica ha causato al paese un danno di 1 MILIARDO e 255 MILIONI di EURO. La sola camera dei deputati costa al cittadino Euro 2.215,00 al MINUTO !!

…E NON FINISCE QUI…

Per la prima volta viene tolto il segreto su quanto costa ai contribuenti l’assistenza sanitaria integrativa dei deputati. Si tratta di costi per cure che non vengono erogate dal sistema sanitario nazionale (le cui prestazioni sono gratis o al più pari al ticket), ma da un’assistenza privata finanziata da Montecitorio. Va detto ancora che la Camera assicura un rimborso sanitario privato non solo ai 630 onorevoli, ma anche a 1109 loro familiari, compresi (per volontà dell’ex presidente della Camera Pier Ferdinando Casini) i conviventi more uxorio.

Ebbene, nel 2010 deputati e parenti vari hanno speso complessivamente 10 milioni e 117mila euro:

Tre milioni e 92mila euro per spese odontoiatriche,

Oltre tre milioni per ricoveri e interventi (eseguiti dunque non in ospedali o strutture convenzionate dove non si paga, ma in cliniche private),

Quasi un milione di euro (976mila euro, per la precisione), per fisioterapia,

Per visite varie, 698mila euro.

488mila euro per occhiali e 257mila per far fronte, con la psicoterapia, ai problemi psicologici e psichiatrici di deputati e dei loro familari.

 Per curare i problemi delle vene varicose (voce “sclerosante”), 28mila e 138 euro.

Visite omeopatiche 3mila e 636 euro.

I deputati si sono anche fatti curare in strutture del servizio sanitario nazionale e, dunque, hanno chiesto il rimborso all’assistenza integrativa del Parlamento per 153mila euro di ticket.

Ma non tutti i numeri sull’assistenza sanitaria privata dei deputati, tuttavia, sono stati desecretati.. “Abbiamo chiesto – dice la Bernardini – quanti e quali importi sono stati spesi nell’ultimo triennio per alcune prestazioni previste dal ‘fondo di solidarietà sanitaria’, come ad esempio: balneoterapia, shiatsuterapia, massaggio sportivo ed elettroscultura (ginnastica passiva). Volevamo sapere anche l’importo degli interventi per chirurgia plastica, ma questi conti i Questori della Camera non ce li hanno voluti dare”. Perché queste informazioni restano riservate, non accessibili? Cosa c’è da nascondere? Ecco il motivo di quel segreto secondo i Questori della Camera: “Il sistema informatizzato di gestione contabile dei dati adottato dalla Camera, non consente di estrarre le informazioni richieste. Tenuto conto del principio generale dell’accesso agli atti in base al quale la domanda non può comportare la necessità di un’attività di elaborazione dei dati da parte del soggetto destinatario della richiesta, non è possibile fornire le informazioni secondo le modalità richieste”. 

“Non ritengo – spiega la deputata Rita Bernardini – che la Camera debba provvedere a dare una assicurazione integrativa. Ogni deputato potrebbe benissimo farsela per conto proprio avendo già l’assistenza che hanno tutti i cittadini italiani. Se gli onorevoli vogliono qualcosa di più dei cittadini italiani, cioè un privilegio, possono pagarselo, visto che già dispongono di un rimborso di 25 mila euro mensili, e farsi un’assicurazione privata. Non si capisce perché questa ‘mutua integrativa’ la debba pagare la Camera, facendola gestire direttamente dai Questori”. “Secondo noi – aggiunge – basterebbe semplicemente non prevederla e quindi far risparmiare alla collettività dieci milioni di euro all’anno”.

“Mentre a noi  tagliano sull’assistenza  sanitaria e sociale,  è deprimente scoprire che alla casta rimborsano anche massaggi e chirurgie plastiche private – è il commento del presidente dell’ADICO, Carlo Garofolini – e sempre nel massimo silenzio di tutti”.

(dal web)

L’Aquila

L’amica Renata-Ontanoverde scrive:

“Ricevo questa mail, che riassume la vergogna dei nostri politici a L’Aquila! Mi sembra di leggere un post di Elenamaria : quindi fate girare … ”

Ieri mi ha telefonato l’impiegata di una società di recupero crediti, per  conto di Sky. Mi dice che risulto morosa dal mese di settembre del 2009.   Mi  chiede come mai. Le dico che dal 4 aprile dello scorso anno ho lasciato la mia casa e non vi ho più fatto ritorno. Causa terremoto.  Il decoder Sky giace schiacciato sotto il peso di una parete crollata.

Ammutolisce.  Quindi si scusa e mi dice che farà presente quanto le ho detto a chi di   dovere.

Poi, premurosa, mi chiede se ora, dopo un anno, è tutto a posto. Mi dice di amare la mia città, ha avuto la fortuna di visitarla un paio di anni fa. Ne è rimasta affascinata.

Ricorda in particolare una scalinata in selci che scendeva dal Duomo verso   la Basilica di Collemaggio.
E mi sale il groppo alla gola.

Le dico che abitavo proprio lì.
Lei ammutolisce di nuovo. Poi mi invita a raccontarle cosa è la mia città oggi. Ed io lo faccio.

Le racconto del centro militarizzato.
Le racconto che non posso andare a casa mia quando voglio.
Le racconto che, però, i ladri ci vanno indisturbati.
Le racconto dei palazzi lasciati lì a morire.
Le racconto dei soldi che non ci sono, per ricostruire. E che non ci sono neanche per aiutare noi a sopravvivere.
Le racconto che, dal primo luglio, torneremo a pagare le tasse ed i contributi, anche se non lavoriamo.
Le racconto che pagheremo l’ i.c.i. ed i mutui sulle case distrutte.
E    ripartiranno regolarmente i pagamenti dei prestiti.
Anche per chi non ha  più  nulla.

Che, a luglio, un terremotato con uno stipendio lordo di 2.000 euro vedrà in  busta paga 734 euro di retribuzione netta.
Che non solo torneremo a pagare le tasse, ma restituiremo subito tutte quelle non pagate dal 6 aprile.
Che lo Stato non versa ai cittadini senza casa, che si gestiscono da soli, ben ventisettemila, neanche quel piccolo contributo di 200 euro mensili
che  dovrebbe aiutarli a pagare un affitto.
Che i prezzi degli affitti sono triplicati. Senza nessun controllo.
Che io pago, in un paesino di cinquecento anime, quanto Bertolaso pagava per  un appartamento in via Giulia, a Roma.

La sento respirare pesantemente.
Le parlo dei nuovi quartieri costruiti a prezzi di residenze di lusso.
Le racconto la vita delle persone che abitano lì.
Come in alveari senz’anima.
Senza neanche un giornalaio. O un bar.
Le racconto degli anziani che sono stati sradicati dalla loro terra.
Lontani chilometri e chilometri.
Le racconto dei professionisti che sono andati via.
Delle iscrizioni alle scuole superiori in netto calo.

Le racconto di una città che muore.

E lei mi risponde, con la voce che le trema:
” Non è possibile che non si sappia niente di tutto questo.
Non potete restare così.
Chiamate i giornalisti televisivi. Dovete dirglielo.
Chiamate la stampa. Devono scriverlo.”

Loro non scrivono, voi fate girare.

Ecco, se volete, fate girare.

Mi piace

Leggendo qua e là le notizie sulla crisi (si può dire crisi?) e sulle eventuali manovre che il governo si sta preparando ad effettuare per correre ai ripari, ho letto un commento di un lettore che mi è piaciuto assai.
Diceva più o meno così:

 
1) Riduciamo il numero dei parlamentari, ministri e sottobosco.

2) Dimezziamo i loro stipendi.

3) Togliamo loro le auto blu, la liquidazione e la pensione.

4) Eliminiamo le province e tutti gli altri enti pubblici inutili.

5) Andiamo a controllare per bene i conti e le dichiarazioni dei redditi di chi ha case di lusso, palazzine, macchinoni, barche e aerei.

6) Sequestriamo i beni a chi li ha ottenuti in modo disonesto.

7) Dopo e solo dopo facciamo i conti e vediamo se serve ancora derubare le persone oneste.

Semplice no?
E allora uno dice: se trovare la soluzione è così semplice che un normale cittadino riesce a pensarci, come può essere che persone PAGATE per pensarci, che lo fanno per LAVORO, che masticano questi PROBLEMI tutti i giorni, non ci arrivino?

Politica e dintorni

Il Presidente della Repubblica è un organo che distribuisce le decorazioni.
Può, se vuole, avere un gabinetto particolare.
È un irresponsabile.

Il Presidente del Consiglio esercita le sue funzioni al gabinetto.
Assicura l’esecuzione dei re.

Quando un ministro ha due dicasteri,
si dice bigamo.

Il Parlamento è costituito dalla
Camera degli Imputati
e dal Senato.

I Deputati sono eletti dal selvaggio universale;
rappresentano se stessi
e sono liberi di votare come vuole il partito.

L’immunità parlamentare vuol dire che
un imputato può essere arrestato
se non commette un delitto.

Lo spoglio delle schede si ha quando
gli scrutatori tirano fuori dall’urna i deputati.

Il Sindaco è nominato dal Coniglio Comunale.
Celebra i matrimoni religiosi
per la gente che non va in chiesa.

La Sicurezza sociale è una cassa che aiuta i poveri
a morire di fame.

Le leggi tutelano il diritto dei cittadini
a farsi processare.

Le leggi vengono abolite per decreto.

Senza disciplina e civismo
vivremmo inn una monarchia spaventosa.

E che non mi si dica più che sono un’irresponsabile
perché non tratto mai di politica!
Oh!

L’Italia dei furbi

Da anni leggiamo che vengono stanati superevasori che non pagavano un euro (ma neanche una lira, se è per questo).
La repressione si annuncia apocalittica: multe di un ordine di  grandezza stellare, milioni di milioni…. forse si risana il bilancio dello Stato.
Poi capita di vedere in tv o sui giornali questi personaggi che sfrecciano su berline lunghe sei metri (come prima), o in partenza per qualche località esotica (come prima), o in qualche ristorante o locale di lusso in compagnia di amici (come prima).
Nel frattempo i loro avvocati eccepiscono, si oppongono, ricorrono.
In attesa di condoni, amnistie, prescrizioni.

Quando scoppia qualche scandalo legato alle frodi alimentari pensiamo: ecco, adesso la pagheranno, e gli altri staranno più attenti, righeranno dritto.
Ho trovato per caso il resoconto dello scandalo del vino al metanolo, non so se vi ricordate.
Allora fece molto scalpore: ci ritrovammo prima storditi dalle allucinanti proporzioni che assumeva questo fatto giorno dopo giorno, e poi rincuorati dalla furia tremenda dello Stato offeso.
L’escalation delle imputazioni era impressionante: prima omicidio, poi omicidio plurimo, poi strage. Strano non si sia arrivati al genocidio.
Eppure quando uno dei responsabili veniva intervistato in tv, appariva calmo, quasi fiducioso, nonostante avesse una solida consuetudine con le manette: tutti gli anni, invece di andare alle Mauritius, andava in galera.
Poi usciva e tornava a macinare soldi.
Riassumo brevemente:

1966: si smaschera il vino del commendator Bruno Ferrari (briscola, che vino, diceva il carosello). Contiene cosucce di questo genere: acido cloridrico, ferrocianuro, datteri putrefatti, banane marce, ecc…
Anche allora vi furono avvelenamenti, anche allora fu avvelenata l’immagine dell’Italia all’estero.

1967: la procura indaga su 320 persone e ne incrimina la metà per associazione a delinquere, frode alimentare, ecc…..

1969: comincia il processo che viene subito rinviato per un supplemento d’istruttoria.

1972: i rinvii a giudizio sono saliti a 493. Si ricomincia il processo? No. Il tribunale di Ascoli denuncia mancanza di personale, bisogna aspettare che arrivino i rinforzi.

1978: un’amnistia riduce il numero degli imputati a 150.

1980: dopo otto anni dalla richiesta arrivano i rinforzi al tribunale di Ascoli e viene fissata la prima udienza, ma un avvocato eccepisce che il decreto di citazione è sbagliato. Bisogna riscriverlo.

1986: stanno probabilmente ancora riscrivendo il decreto quando qualcuno in Parlamento,  forse con la passione per l’archeologia, scopre per caso che esisteva un caso Ferrari, scoppiato vent’anni prima.
Presenta un’interrogazione, ma il ministro di Grazia e Giustizia risponde impeccabile: “Ulteriori vicende del Tribunale, oberato dalla celebrazione di lunghi e complessi procedimenti, non hanno consentito di rifissare il processo Ferrari”.

Omicidio, strage, genocidio.
Vai tranquillo: Stato che abbaia, non morde.

(ps: l’articolo da cui ho preso i dati è del giornalista e scrittore Luca Goldoni)

2010: vi sembra sia cambiato qualcosa?
No, non rispondetemi: potreste dirmi che sì, qualcosa è cambiato.
In peggio.

Buone notizie!

 Sì cari amici, buone notizie!
Il bar ha acquisito una nuova amica:
Lilliputh (ppiccolecose.splinder.com)
che si è presentata con questo omaggio


al mio e vostro angolino del relax.

Grazie infinite e…. benvenuta!


E ora, veniamo al post di oggi:

DOMANDE E RISPOSTE

Allora, funziona così: le domande le faccio io, a voi trovare le risposte.

1. Dicono che le giornate si siano allungate, e deve essere vero, visto che la sera fino alle 18.30, anche 19, c’è ancora luce. E allora perché io non ho il tempo di fare tutto quello che ho in programma per la giornata? Perché arriva sera e mi ritrovo in affanno e sono così costretta a sottrarre tempo prezioso alle attività che mi rilassano e faccio con piacere, leggi “lettura” e “blog”? Mistero.

2. Dicono che la primavera si senta nell’aria, che l’inverno sia ormai alle spalle, che la bella stagione bussi già alla nostra porta…. E allora come mai le temperature stanno di nuovo precipitando e per il fine settimana qui da noi è prevista di nuovo neve?

3. Dicono: ”La politica è una cosa importante”, e allora a me viene da pensare che chi decide di partecipare alla vita politica del Paese dovrebbe avere una preparazione adeguata, una conoscenza delle leggi e delle normative che non basta definire “buona”, sapere sempre come muoversi all’interno della ragnatela per evitare di essere ingoiato dal primo ragno di passaggio. E allora come mai fanno pasticci ancora prima di cominciare? Che garanzie possono mai dare, che fiducia possono mai ispirare questi figuri agli elettori, se ancor prima di mettere mano ar pasticciaccio brutto de Montecitorio hanno già fatto casino? (si può dire casino in un blog moderato come il mio?)

4. Dicono: chi sbaglia paga. Dicono: la legge è uguale per tutti. E allora come mai stasera io mi sento come uno degli animali della fattoria di Orwell che un mattino si è svegliato e ha trovato scritto sul muro “ma qualcuno è più uguale degli altri” sotto al precedente motto “Tutti gli animali sono uguali”? Perché si può togliere la vita a qualcuno e dopo poco, pochissimo tempo, tornare in libertà e proseguire la propria vita come niente fosse?

5. Dicono che un bambino di 6 anni non sia in grado di prendere decisioni importanti da solo e che un genitore sappia sempre cosa è bene e cosa è male per il proprio figlio. E allora come mai bambini di classe prima arrivano a scuola puntuali alle 8.30, verdi come l’erba, dicendo: “Ha detto la mamma se non sto bene di telefonare che mi viene a prendere perché ho gomitato tutta la notte”, e quando telefoni (perché è pacifico che telefoni) e chiedi alla mamma: “Come mai signora l’ha mandato visto che non stava bene?” ti senti rispondere: “Io gliel’ho detto di stare a casa, ma lui ha insistito tanto…”? Ma chi comanda in casa vostra? Chi prende decsioni così serie? E siccome è un virus, non ti sfiora il pensiero che infetterà tutta la classe (cosa che è successa)? Ah, dimenticavo di dire che erano 3 i bambini che pur avendo “gomitato” tutta la notte si sono presentati a scuola alle 8.30, solo per andare a casa tutti tra le 9 e le 9.30, alcuni dopo aver battezzato anche aula e corridoio…. E ancor più bella quella della bimba che è andata a casa a pranzo all’una, ha ridipinto la cucina di un bel colore verde acido, e si è ripresentata alle 2 con la mamma che chiedeva scusa perché la bambina non aveva il grembiulino, dato che l’ha sporcato. “Ma, signora… la porti a casa… tanto sono in pochi, non faranno niente di importante oggi pomeriggio… son tutti ammalati…” e lei, guardando la bambina. “Vuoi stare qui o vuoi venire a casa?” “Voglio stare qui” dice lei. E lì è rimasta, tra lo sconcerto mio e della bidella, che guardandomi  ha detto: “Ma qui non ci siamo più!!!” Eh no, cara mia, ci siamo eccome, siamo qui, pronte a portarci a casa il virus malefico…

6. Dicono che se cominci a correre in bagno ogni 15 – 20 minuti, se hai nausea e non ti va di mandar giù nulla, se ti senti debole e hai un colorito che farebbe invidia a uno morto da una settimana, probabilmente il micro-bestiolino te lo sei portato a casa davvero…. Che dite… sarà vero?

Azalea che si sente una concorrente del milionario ma che non vincerà nulla perché non ha risposte, se non forse una…. l’ultima, augura a tutti voi una serena notte e un ancor più sereno fine settimana… anche se sarà più bianco di un bianco Natale.

Giusy

Slip neri



Nel lontano 1982 il giornalista Luca Goldoni scriveva:
Lord Valentine Thinne, rampollo di una potente famiglia inglese legata al partito conservatore, si è impiccato dopo una fantastica serata nel parco del suo castello nel Wilthshire, fra profumo di magnolie, bottiglie di champagne usate a guisa di idrante, ospiti illustri e mannequins indiane: narrano i cronisti che ad un certo punto si organizzò persino una specie di caccia al tesoro con un paio di mutandine nere scippate a una fanciulla. Un certo mondo politico – scrivono i corrispondenti – trema a questo ultimo scandalo che potrebbe rivelare i suoi rapporti con il “mondo del peccato”.

Gli scandali “made in England” mi affascinano: dal ministro Profumo, che si giocò la carriera per Christine Keeler (ed ebbe il coraggio al processo di confessare: “Sono colpevole, la carne è debole”), al potentissimo Lord Lambton, amico di Norma Levj, dal famoso sottosegretario di cui non ricordo il nome, sorpreso dalle torce elettriche mentre in un parco pubblico baciava un soldato della regina, a Jeremy Thorpe, processato per la sua storia giallo-rosa con un fotomodello, si snoda tutta una tradizione peccaminosa, ma in fondo romantica, di personaggi che si suicidano (politicamente) per amore.

Che vitalità in questi scandali inglesi! Se penso agli scandali che agitano il nostro mondo politico mi vien da piangere. Mai una cantante che faccia perdere la testa a un ministro, mai una signora Trudeau che abbandoni il marito e ceda le sue confessioni a un rotocalco, mai una contessa Castiglione spedita da un segretario di partito a un collega avversario per carpirgli una non sfiducia, mai un sottosegretario coinvolto in un allegro traffico di filmetti erotici. La carne è forte in Italia. È la tasca che è debole.

Il “mondo del peccato” nella nostra vita pubblica si identifica in una grigia, desolante litania di fondi neri, tangenti, aste truccate, tasse evase, favori illeciti, interessi privati in atti d’ufficio, radiospie, servizi segreti: sempre soldi o potere, che malinconia.

Che boccata d’ossigeno sarebbe un’amante bionda (al limite anche un sergente carrista) che mandasse all’aria un governo, come saremmo tolleranti con questo genere di scandali, come invocheremmo clemenza dai giudici, se in ballo ci fosse un letto invece di un quadrimotore Hercules!

E invece gli incontri segreti non avvengono in un motel, ma in una trattoria di Trastevere, dove due leaders si alleano per farne fuori un altro, le mani si intrecciano furtivamente nei corridoi dei congressi,  se la villa di un potente è “sospetta” è solo per i milioni che è costata, le intercettazioni telefoniche smascherano non una folle passione, ma un appalto clientelare, tradimenti e gelosie si consumano per questioni di corrente, il divorzio di cui si parla di più è quello fra Bodrato e Donat Cattin. Che Paese latino è mai questo?

Incantevole Inghilterra, dove promettenti leaders si giocano la gloria per una notte indimenticabile: che distacco, che rivincita dell’immaginazione, che civiltà! Nessuno ha ancora intuito che forse la classe politica italiana potrebbe recuperare un po’ di credibilità nell’opinione pubblica se ogni tanto la caccia alla poltrona fosse sostituita da una sconveniente, ma anche liberatoria, caccia al tesoro con un paio di mutandine nere.

Lo scandalo italiano va rifondato, meno appalti e più ancelle, meno fughe in avanti e più fughe a Parigi, meno corruzione e un po’ di tonificante perdizione. Dobbiamo recuperare la fragilità della carne, dobbiamo recuperare l’erotismo, il peccato. È l’unica salvezza contro il vizio maniacale del potere.


Credo che il signor Goldoni sia stato accontentato, ma anche smentito.
Ora abbiamo tutto quello che lui auspicava, peccato che abbiamo ancora anche tutto quello che invece deplorava. L’uno non ha sostituito l’altro. L’ha completato. Noi italiani si sa, quando facciamo le cose, le facciamo bene. E non vogliamo farci mancare niente. Proprio niente. Assolutamente niente. Che non si dica che facciamo le cose a metà, per favore.

Per poter lavorare


Eravamo una cinquantina di terroni, sul treno. Era scritto nella richiesta di lavoro che a Chiasso bisognava scendere per la visita medica. C’era la neve, nonostante si fosse in marzo.Io non indossavo che la camicia e la giacca. Non dimenticherò mai quella giornata. Sogno una-due volte al mese cose che si riferiscono a quella trionfale entrata in Svizzera. Come siamo riusciti a resistere a tanti disagi e umiliazioni non lo capirò mai.


Ci fecero scendere dal treno con rudezza. Come si farebbe con una mandria di pecore.
- Entra in Svizzera per lavorare?
E alla nostra risposta affermativa:
- E allora scendere, scendere, non dormire. Bisogna passare visita – brontolava un uomo in divisa.
Ci affrettammo a mettere giù dai bagagliai le nostre scatole di cartone legate con cordicelle, i nostri sacchi zeppi di pane e altro, e ci trovammo al freddo crudo, da fare cascare gli uccelli secchi a terra.


- Su, fare coda, fare coda, uno dopo l’altro! – riprese a dire con la sua vociaccia quel demonio in divisa. – Avvicinarsi verso là – e indicava un capannone.
Non riuscivo a connettere per il freddo.
Dentro di me imprecavo come un dannato.
Tremavo, battevo i denti. Ero così scoraggiato, che pensai di tornare indietro. Ma c’erano donne con bambini  e mi feci forza.


I bambini piangevano, e le donne che venivano dalla Sicilia si guardavano smarrite intorno. Eravamo una lunga colonna con sacchi, scatole, valigie e borse.
Arrivai dentro il capannone, ci divisero: come si fa allo stazzo con le pecore e le capre: le donne da una parte e gli uomini dall’altra. In seguito, al cinema, mi capitò di vedere dei film sui campi di concentramento; era la stessa precisa esatta maniera di trattare l’uomo.

C’introdussero in una sala d’aspetto riscaldata e mi sentii rinascere. C’erano due porte e su ogni porta una grande croce rossa.


Qualcuno ci disse che venivamo chiamati uno dopo l’altro, le donne dalla porta a destra e i maschi dalla porta a sinistra. Fui uno dei primi ad essere visitato. Mi guardarono in gola, mi osservarono i denti come si fa con i cavalli, mi ascoltarono il cuore e le spalle…
Quando fummo sul treno che ci portava verso Zurigo, stemmo in silenzio, vergognosi.
Il paese che ci dava lavoro non amava introdurre dei malati.

È lo stesso criterio che si usa quando si va a comprare un asino al mercato: si esamina a lungo la bestia: le si tocca la schiena, la si palpa da tutte le parti.

(Saverio Strati)

CANTO DEGLI EMIGRANTI

Trenta giorni di nave a vapore
fino in America noi siamo arrivati
fino in America noi siamo arrivati
abbiamo trovato né paglia né fieno
abbiamo dormito sul nudo terreno
come le bestie abbiam riposà.

E l’America l’è lunga e l’è larga
l’è circondata dai monti e dai piani
e con l’industria dei nostri italiani
abbiamo formato paesi e città,
e con l’industria dei nostri italiani
abbiamo formato paesi e città.

(Canto popolare italiano)

In questo momento non mi viene da aggiungere altro.
Aspetto i vostri commenti, che so arriveranno portando come sempre mille spunti e argomenti, a favore e non, concordi e non, solidali e non (Splinder e You Tube permettendo….).
Per adesso vi auguro un


Giusy

Scuola oggi

C’è una scuola grande come il mondo.
Ci insegnano maestri, professori,
avvocati, muratori,
televisori, giornali,
cartelli stradali,
il sole, i temporali, le stelle.

Ci sono lezioni facili
e lezioni difficili,
brutte, belle e così così.
Ci si impara a parlare, a giocare,
a dormire, a svegliarsi,
a volersi bene e perfino
ad arrabbiarsi.

Ci sono esami tutti i momenti,
ma non ci sono ripetenti:
nessuno può fermarsi a dieci anni,
a quindici, a venti
e riposare un pochino.

Di imparare non si finisce mai,
e quel che non si sa
è sempre più importante
di quel che già si sa.

Questa scuola è il mondo intero
quanto è grosso:
apri gli occhi
e anche tu sarai promosso.
(Gianni Rodari)


FACCIAMO UN PO’ DI CHIAREZZA

Dopo aver letto diversi commenti qua e là, scrivo qualche riga per cercare di spiegare cosa sta succedendo nella scuola oggi.La bella illusione (bella per chi ci crede e pensa che si possa tornare indietro di 30 anni) è, appunto, solo un’illusione, a meno che un genitore non abbia chiesto le 24 ore settimanali: 22 l’insegnante di classe e 2 l’insegnante di religione. Sempre che l’ins. di classe abbia la specializzazione per l’insegnamento della lingua inglese, altrimenti bisogna togliere 1 o 2 o 3 ore dall’ins. prevalente ed affidarle ad uno specialista. E così andiamo a 3 persone che ruotano sulla classe. Questo però è ancora comprensibile.

Occorre però tener conto che solo una minoranza di genitori ha scelto le 24 ore, cioè quelle famiglie in cui lavora solo papà e mamma può occuparsi dei figlioli il pomeriggio (quasi sempre libero da impegni scolastici) e di portarli a casa nella pausa pranzo (vai e torna, vai e torna) quando hanno il rientro, in quanto il servizio mensa non è contemplato. E se uno non può proprio andarlo a prendere, nutrirlo e riportarlo? Semplice. I bambini che rimangono a scuola vengono “spalmati” nelle sezioni di tempo pieno ed affidati ad insegnanti che già hanno classi di 26-27 alunni di cui occuparsi…. ma fa niente!!!! Che vuoi che siano 2 o 3 fanciullini di prima in più! Per tagliar bistecche e sbucciare mele e versare acqua nei bicchieri (ed asciugare acqua sulla tavola) e togliere coltello e forchetta a quello che li sta scambiando per armi del nintendo… Suvvia! 27 o 30… che differenza potrà mai fare? Giusto. Abbiamo fatto richiesta in Alto Loco per avere sei braccia (stile dea Khalì), ma per ora nessuna risposta.
Per quanto riguarda le 30 ore (ex modulo) o le 40 (tempo pieno), io non so come funzioni in altre parti (e prego le colleghe che leggono e hanno altre esperienze, nonché informazioni, di dirmelo), ma qui da noi è un caos.Il modulo che prima viaggiava con 3 insegnanti su due classi ora si ritrova con solo due unità (proprio così, siamo diventate unità). Ora, è evidente che se si devono coprire 30 ore per classe, quindi 60 ore, e 2 unità arrivano a 44… le altre 16 chi le copre? 4 l’ins. di religione (48), 6 lo specialista di inglese (54). Se la matematica non è un’opinione ne mancano 6. Nel migliore dei casi. Sì, perchè se una delle due unità è in possesso dell’abilitazione all’insegnamento della lingua inglese, la deve insegnare. Tassativo. Quindi le 6 ore dello specialista non ci sono più, così le ore scoperte diventano 12. E chi le copre? Gli insegnanti del tempo pieno che non possono più usufruire delle 2 ore di compresenza nella loro classe. Ore che erano così utili per tentare di recuperare quegli alunni che avevano delle difficoltà (ma non il sostegno) e che sono state tolte, eliminate, cancellate: via, sono uno spreco.

Ricapitolando: 2 ins. titolari (+ eventuale ins. specialista) + ins. di religione + tanti spezzatini di due ore gentilmenti offerti dagli ins. del tempo pieno. E che fanno? Musica, immagine, motoria… che diamine, non vorrete mica affidare loro delle discipline più impegnative?

Ma non si era parlato di maestro unico? Non si era detto che per il bene del bambino era opportuno evitare che troppe figure ruotassero sulla stessa classe? Infatti.E non ho affrontato il problema delle classi super-affollate (le nostre prime son partite con 26-27 bimbi: immaginate quanti saranno in 5°!), degli insegnanti di sostegno (aumentano i casi problematici ma diminuiscono gli insegnanti: cosa sarà… ottimismo?), degli alunni stranieri che arrivano e si trovano inseriti in classi numerose senza capire e parlare una parola d’italiano (oramai il rapporto è di 1 a 3)…. Basta, mi sta venendo il mal di testa!

E allora perchè non chiamare le cose col loro nome? Non di riforma si parla, signori miei, ma solo ed esclusivamente di TAGLI. Dei bambini non importa nulla a nessuno. Tranne alle maestre che, come sempre, faranno i salti mortali per cercare di rendere questa girandola il meno caotica e il più funzionale possibile.

Mi sorge spontaneo un dubbio: sarà mica colpa nostra? Siccome sanno che tanto poi le maestre (e i maestri, beninteso: mi vien spontaneo parlare al femminile perchè da noi siam tutte femminucce) faranno quadrare il cerchio comunque, ne approfittano e tagliano, tagliano a più non posso, tagliano più dei sarti.
Non so se sono stata chiara e son riuscita a chiarire i dubbi che avevate, ma è difficile spiegare il caos, quasi difficile come trasformare il caos in ordine: alla fine ne risulterà un caos ordinato… o un ordine caotico?

Ditemi voi che ne pensate.