Ultimissime

Aggiornamento delle 21.30:

FUNZIONA!!!


Mancava una stringa….

E morca la piseriaccia!!!! Poteva dirlo subito… ne ho un cassetto pieno! Di tutti i colori e di tutte le dimensioni… (sono un po’ come Filippo per gli spazzolini da denti, insomma…) e per una stringa tutto ‘sto traffico!!!
Avevo dimenticato nella lista di litanie Sant’Antonio, il santo delle cose perdute: “Sant’Antoni guarda in zù, fam truà qul ch’iò pardù!”
Bon… adesso spero di non scassare più con la storia del pc. In più ho deciso di farmi il regalo di Natale e di comprarmi il portatile… tè, ciapa su!
 


Grazie del supporto morale e tecnico…. caffè pagato per tutti!
Ovviamente non solo virtualmente: se passate da queste parti fatemi un fischio, e ve ne offrirò uno vero!
Per il momento accontentatevi di questo:


In attesa di saldare il mio debito, auguro a tutti voi una
 


Giusy

Le tragicomiche

 

Dunque, vi aggiorno un attimo sula situazione pc in casa Azalea: so che i veri problemi sono altri, so che non ci potete fare nulla, so anche che “con tutto quello che ho da fare io guarda che se mi devo sorbire le lagne tue sui guai tuoi”…. ma tant’è, visto che ve ne avevo parlato tempo fa, visto che qualcuno comincia a notare una certa persistente latitanza da parte mia (scusate, ma ho giusto il tempo di scrivere qualche post e rispondervi qui), mi sembra giusto mettervi a parte degli ultimi eventi e di presentare giustificazione scritta, come a scuola. Sarà deformazione professionale, sarà la tipica voglia di sfogarsi in situazioni simili, sarà qual che sarà… io scrivo.Riassunto delle puntate precedenti.

Come ricorderete, entrambi i nostri pc hanno deciso di volersi rifare il trucco, per non dire un vero e proprio lifting completo, nello stesso periodo: sapete anche voi come sono vezzose certe macchine… peggio degli esseri umani! Bastano pochi anni e già presentano la necessità di cancellare i segni del tempo.


Il 5 gennaio vengono a prelevare questo computer e lo portano in clinica. Invece della settimana prevista, il 7 telefonano che è pronto e l’8 me lo riportano. Lo riallacciano alla rete, lo risposano con la stampante e… tutto funziona a meraviglia! È velocissimo, pronto a fare tutto quello gli chiedo…. un fulmine. Allora i miracoli esistono! Ancora non sapevo che avrei pagato cara questa mia disponibilità a credere nell’impossibile!
Sempre l’8, portano via l’altro pc. Visto come erano andate le cose con questo e visto che il lavoro da fare era più o meno lo stesso, ci aspettiamo che nel giro di 2 o 3 giorni torni a casa. E invece no. Passa un giorno passa l’altro mai non torna il prode Anselmo (e si vede che è andato in guerra ma ci è andato senza l’elmo!). Il 14 telefoniamo. “Non so, non c’è, la farò richiamare”. Ma il telefono tace. Zitto. Muto. Omertoso.
Richiamiamo il 15. “Sì, guardi, è praticamente pronto, domani (sabato) sarà finito sicuramente. Ve lo riportiamo lunedì pomeriggio”.
Ora, tralasciamo il perché se è pronto domani me lo riporti lunedì, cominciamo a intravvedere la fine della guerra in casa: in 3 con un solo pigiatasti… e indovinate chi si fa sempre da parte per evitare discussioni più pesanti?

Lunedì, verso le 17 l’Anselmo torna a casa (d’altra parte, se è tornato Lassie, perché dubitare che prima o poi sarebbe tornato anche lui?).
Finalmente! Da stasera si torna alla consuetudine: la figlia esce e noi due…. a ciascuno il suo! (Gran botta di vita, mi direte voi… è già qualcosa, rispondo io!)

Oh, pia illusione!!!
Quando il capo tenta di riallacciare la sua creatura alla rete, per far sì che torni a nutrirsi di Fantacalcio e di Facebook, di Spinning e…. beh, altro che non voglio star qui ad elencare, ta-dàààà! Niente da fare.
E prima non riconosce la chiavetta, poi non riconosce il modem, poi non c’è rete, poi non c’è connessione, poi non va bene il codice, poi la password…. insomma, io sto facendo un po’ di confusione perché di questi particolari ci capisco meno di niente, fatto sta che sono due sere che va avanti fino alle 2 di notte a provare e riprovare, ma c’è sempre qualcosa che non funziona!


Così, è vero che adesso abbiamo a casa entrambi i pc, ma è come se fosse solo uno, visto che l’altro si rifiuta di attaccarsi alle mammelle della rete e di succhiare avidamente la connessione che lo renderebbe un computer completo, serio ed efficiente, come dovebbe essere.
Telefonato al tecnico. “Mi spiace, ma se è un problema di rete, noi non possiamo farci niente, qui funzionava benissimo!”
Telefonato alla Telecom. “Mi spiace, ma dev’essere un problema vostro, qui la linea risulta coperta!”

Sono passati 2000 anni, ma ancora non abbiamo perso il vizio di mandare la gente da Erode a Pilato, e nessuno dei due sa risolvere il problema. Vige sempre la regola dell’ “Arrangiati!”.

Abbiamo invocato Sant’Alice, la santa patrona dei modem.
Abbiamo pregato San Pietro, il santo patrono delle chiav-ette.
Abbiamo implorato San Valentino, il santo patrono degli innamorati, perché faccia riscoppiare la scintilla tra il modem e la chiavetta.
Abbiamo compiuto sacrifici a San Francesco, perchè riesca a far dialogare i codici con le password (se è riuscito a dialogare con gli animali….)
Ora stiamo pensando di rivolgerci a Santa Rita, la santa degli impossibili.

Adesso sono qui, con un marito sull’orlo di una crisi di nervi, una figlia che si è presa un periodo di pausa col suo bello così sarà a casa tutte le sere e “mi devo sentire con lui su Facebook”…. e io sto pensando di andare a vivere da sola. Io e il mio pc.

A presto. Spero.
P.S.: se avete consigli utili, sono ben accetti. Grazie!

Senza pc

Chiedo scusa a tutti se sono un po’ latitante in questi giorni,
ma abbiamo mandato il pc in rehab per qualche giorno,

quindi ci dobbiamo gestire un solo aggeggio infernale in 3,
e non è semplice.

Non appena mi riuscirà di “sloggiare” gli altri due inquilini
da questa sedia,

prometto che tornerò a trovarvi,
e mi farò perdonare leggendo pure tutti gli arretrati.

Grazie per la vostra presenza,
chiaro sintomo dell’amicizia e dell’affetto
che mi dimostrate ogni giorno.

Ora vado a nanna, che la giornata è stata lunga e….

prima nevosa,

poi degna di Noè.

Auguro una buona notte a tutti
e che i vostri sogni siano all’altezza dei vostri desideri.

A presto

Giusy

Chi c’è in ascolto?

 

Accendi questa notte di cristalli liquidi,
il cielo è un crocevia di mille brividi,
di satelliti che tracciano segnali nitidi,
che seguono la via di mondi ripidi.
Chissà se queste macchine che parlano per noi
ci riavvicinano o ci allontanano,
quando sembra di sfiorarsi e invece in mezzo restano
dei ponti levatoi, che non si abbassano mai.
Io non sono di qui,
io son di passaggio,
io sono in mezzo al mio viaggio,
sono io che ti invio un messaggio.
Da maggio io vengo, e vado dietro a un miraggio
di un domani che inganna da lontano,
e porta me lontano da domani,
e che mi stringe a sé
in questo tempo avvolto.
Chi c’è oltre me?
Chi c’è in ascolto?
Incontrami in questo spazio senza margine,
nel fondo del display che fa da argine
a cento secoli volati via come vertigine,
qualcuno schiacciò play e fu l’origine.
Chissà se il cosmo chiuso dentro le tre doppie vu
è verosimile o è un facsimile,
quando sembra di viaggiare, e invece resti immobile
tra i totem e i tabù dell’impossibile, ma
io che mi muovo qui,
io oltre frontiera,
io solo in zona straniera,
sono io fermo alla tastiera,
ogni sera schermo di vita vera, o chimera
di essere laggiù, là dove non mi trovo,
e non so più come trovare dove
adesso vivi tu,
che forse sei in ascolto.
Io che parlo da qui,
io passo attraverso
un blu sconosciuto e diverso.
Io non so più se vado verso
o all’inverso torno,
se è un sogno o è l’universo,
che un insieme è di mille e mille soli,
e gli altri e me che siamo soli insieme.
Per questo chiamo te
da un mondo capovolto.
Chi c’è oltre me?
Chi c’è in ascolto?
Chi c’è con me?
Chi c’è, chi c’è in ascolto?
Non smettere di trasmettere.

(Claudio Baglioni)

Il giorno del black-out

Noi barricati in casa a respirare solitudini,
e ci attacchiamo a macchine come malati
terminali di malinconia.
Guardiamo negli schermi le altre vite che ci scorrono,
le persone che passano e ci lasciano fuori.
E siamo virtualmente dipendenti da correnti,
come in un videogioco trascinati dagli eventi,
come bambole passate nelle stanze dei bambini
che crescendo non le guarderanno più,
che crescendo non le abbracceranno più.

I corpi per la strada sono solo degli ostacoli
da superare in fretta per tornare presto
a casa, e non guardare indietro più.
Il mondo visto solo dentro a dei cristalli liquidi,
investiti da immagini dai vivaci colori,
sicuri di non esser stati mai così contenti,
nell’anima, nel cuore, nelle orecchie e nelle menti.
Noi, pacifici soldati, pienamente realizzati
fino a quando non ci capiremo più,
quando non ci riconosceremo più.

Poi un giorno la corrente finì, il contatto sulla rete sparì,
qualcuno si suicidò, qualcuno impazzì.
E la vita della gente cambiò, e la gente fuori casa tornò.
Si misero a parlare,
e si sentì cantare per la strada,
per strada.

(Enrico Ruggeri) 

Due modi diversi di vedere il mondo “virtuale”, il mondo che è entrato così prepotentemente a far parte della nostra vita, del quotidiano, del quale non sembriamo più capaci fare a meno.

O forse, leggendole più attentamente, non sono poi così diverse queste due canzoni, mah…

Buona domenica, che siate o no davanti ai cristalli liquidi.

Giusy