Uova…
… e uova…
Siccome non so quale tipo di uovo sia di Vostro gradimento, Ve ne ho proposti un po’…. scegliete quello che preferite!
Auguro una
Archivio delle Categorie: pasqua
Auguri!
Nell’augurare a tutti una

il Caffè della Peppina si congeda definitivamente da Voi.
È tempo di chiudere i battenti.
Auguro ogni bene a chiunque passi di qui.
Vi abbraccio tutti.

P.S: il problema del post precedente era dovuto al mio pc, ad alcuni aggiornamenti malandrini che avevano sballato tutto quanto, non a Splinder.
Grazie a tutti comunque per i consigli.
Buon proseguimento e buona fortuna a chi rimane.
Giusy
Uova… e uova!

E così, anche quest’anno, migliaia, milioni di euro verranno spesi per le immancabili uova di cioccolato. Fondenti o al latte, bianche o nocciolate, incartate o decorate, in tutte le vetrine e su tutti gli scaffali dei centri commerciali ci fanno l’occhiolino aspettando di essere acquistate.
Poi non dimentichiamo le uova colorate: in questi giorni in molte case è tutto un dipingere e decorare uova sode o svuotate. Chi le utilizza per abbellire le tavole, realizzando splendidi centrotavola, chi le regala mettendole in cestini infiorati, chi invece le appende a un ramo reciso di qualche albero o arbusto (siamo in periodo di potatura) ottenendo così una sorta di “albero di Pasqua”.

In tavola, inoltre, il giorno di Pasqua non possono mancare le uova nel menu: dall’uovo alla coque a colazione alle uova sode da infilare nel ripieno della torta pasqualina non c’è cucina che non veda passare sui propri fornelli dozzine di uova fresche freschissime (o almeno si spera che siano tali).

Nei Paesi anglosassoni i bambini aspettano Easter Bunny, il Coniglio Pasquale, che, come una sorta di Babbo Natale, arriva saltellando nella notte tra sabato e domenica col suo cestino pieno di uova di cioccolato (grandi più o meno come le uova kinder) ricoperte di carta stagnola colorata, e le nasconde in giardino o in casa: più i bambini sono stati buoni, più uova il coniglio nasconde. La mattina seguente i bambini, dopo aver fatto colazione, si cimentano nella “Easter Egg Hunt”, la caccia all’uovo.

Ma c’è un tipo di uovo che non si trova in tutte le case, e neppure in tutti i negozi, ma che ogni donna vorrebbe avere nella sua vetrinetta dei “ricordi”: l’uovo di Fabergé.

Fra il 1885 e il 1917 furono realizzate ben 57 di queste uova di Pasqua in oro, preziosi e materiali pregiati, una per ciascun anno, all’approssimarsi della festività. Fabergé e i suoi orafi hanno progettato e costruito il primo uovo nel 1885. L’uovo fu commissionato dallo zar Alessandro III di Russia, come sorpresa di Pasqua per la moglie Maria Fyodorovna.

L’uovo, di colore bianco con smalto opaco, aveva una struttura a scatole cinesi (o a matrioska): all’interno vi era un tuorlo tutto d’oro, contenente a sua volta una gallinella colorata d’oro e smalti con gli occhi di rubino. Quest’ultima racchiudeva una copia in miniatura della corona imperiale contenente un piccolo rubino a forma d’uovo. La zarina fu così contenta di questo regalo, che Fabergé fu nominato da Alessandro “gioielliere di corte”, e fu incaricato di realizzare un uovo di Pasqua ogni anno da quel momento in poi, con la condizione che ogni uovo doveva essere unico e doveva contenere una sorpresa.

La preparazione delle uova occupava un intero anno: una volta che un progetto veniva scelto, una squadra di artigiani lavorava per montare l’uovo. I temi e l’aspetto delle uova variavano ampiamente. Per esempio, sulla parte esterna, l’uovo del 1900 era decorato da una fascia grigia metallica con inciso il programma dell’itinerario della ferrovia, ma all’interno aveva un intero treno molto piccolo in oro.

A partire dal 2006, appena ventuno uova erano ancora in Russia, e la maggior parte si trovava in esposizione al museo dell’arsenale del Cremlino. Nel mese di febbraio del 2004, l’imprenditore russo Viktor Vekselberg acquistò nove uova precedentemente possedute dall’editore americano Forbes, riportandole così in Russia. Le più piccole collezioni sono nel museo delle belle arti della Virginia, nel museo dell’arte di New Orleans e in altri musei nel mondo. Quattro uova fanno parte di collezioni private e otto mancano ancora.
Qualcuno di voi, per caso, è in possesso di qualche esemplare mancante e fa finta di nulla?
Il “Caffè della Peppina” augura

a tutti i suoi clienti
a chi passa saltuariamente
e anche a chi si trova a passare di qua per caso.
Giusy
Hot cross buns
Hot cross buns (2)
One a penny
Two a penny
Hot cross buns!
If you have no daughters
Give them to your sons
One a penny
Two a penny
Hot cross buns!

Nei paesi anglosassoni gli hot cross buns sono una sorta di panini dolci con uvetta e cannella che si consumano tradizionalmente nel periodo di Pasqua, in particolare di Venerdì Santo.
Si tratta di una ricetta antichissima, a cui nei secoli sono state attribuite una serie di proprietà magico-terapeutiche (i buns sfornati di Venerdì Santo – che secondo la leggenda non ammuffivano – appesi al soffitto della cucina venivano conservati come portafortuna fino alla Pasqua seguente, e ridotti in polvere venivano usati per curare ogni genere di malanno).
Per chi volesse cimentarsi, ecco la ricetta (da cookaround.com):
INGREDIENTI (dosi per 12 buns)
- 180 ml latte
- 1 bustina da 7 g di lievito di birra secco (o 21 g di lievito fresco)
- Mezzo cucchiaio di zucchero
- 500 g di farina
- 50 g zucchero di canna fino
- 1 cucchiaino di cannella in polvere
- Un pizzico di chiodi di garofano in polvere
- Un pizzico di noce moscata
- Mezzo cucchiaino di sale
- La scorza grattugiata di un limone
- 50 g burro ammorbidito a temperatura ambiente
- 2 uova
- Una manciata di uva sultanina
Per lucidare i buns:
- 1 uovo
- Un cucchiaio di latte
Per la glassa
- 60 g. di zucchero a velo
- 1 cucchiaio di latte
Riscaldare il latte e quando è tiepido unire il lievito, il mezzo cucchiaio di zucchero e lasciar riposare per 10 minuti.
Nel frattempo in una ciotola mescolare farina, zucchero di canna, spezie sale e scorza di limone.
Trascorsi i dieci minuti aggiungere alla farina il latte lievitato. Aggiungere gradualmente le uova, lasciando incorporare bene ogni uovo all’impasto prima di aggiungere l’altro.
Infine unire il burro e lavorare bene il tutto fino ad avere un impasto liscio ed elastico.
Per ultima unire l’uva sultanina.
Mettere l’impasto in una ciotola leggermente unta, coprire con della pellicola trasparente e lasciar lievitare in luogo tiepido per 1-2 ore o fin quando l’impasto raddoppia.
Trascorso questo tempo “sgonfiare” la pasta lievitata e dividerla in 12 pezzi uguali. Riporre i buns ben distanziati su di una teglia foderata di carta forno e lasciarli lievitare ancora per 30 minuti fino al raddoppio.
Pre-riscaldare il forno a 200˚C.
Spennellare i buns con l’uovo sbattuto insieme al latte. Con un coltello leggermente imburrato incidere una croce sulla superficie di ogni bun ed infornare il tutto per circa 15-20 minuti (o fino a quando sono cotti e belli dorati).
Per la croce di glassa mescolare lo zucchero a velo col cucchiaio di latte fino ad avere una glassa consistente. Con la tasca da pasticciere disegnare una croce di glassa sul taglio di ogni bun, lasciar asciugare e servire.

Buon appetito!
Detti e ridetti

Se piove sugli ulivi,
c’è il sole sulle uova.
(e viceversa, naturalmente)
Quindi, visto che la domenica delle palme
è stata una bella giornata di sole,
domenica prossima dovrebbe piovere.
Staremo a vedere.

Vena Pasqua quand g’à voja,
che la gaba g’à la foja.
Ed è vero:
che la Pasqua venga alta oppure bassa
(che ancora non ho ben capito quando è l’una e quando è l’altra)
sui rami si aprono le gemme,
fosse anche il 23 marzo.

Le uova son buone a Pasqua,
ma anche dopo.
Regali ed auguri
si ricevono sempre con piacere,
anche se arrivano fuori tempo.

Il cioccolato delle uova di Pasqua
si ferma:
due minuti in bocca,
due ore nello stomaco,
due mesi sui fianchi.
Credo non occorra commentare…
fate i vostri calcoli.

Natale con i tuoi,
Pasqua con chi vuoi.
E via all’esodo pasquale,
alle gita fuori porta,
ai weekend marini o montani…

Non ne ricordo altri, ma se voi ne sapete ancora, perché non me li dite, così ampliamo la raccolta?

Buona Pasqua!
BUONA PASQUA!

Parto per qualche giorno
e lascio gli auguri più cari
a tutti quelli che passeranno
per un caffè in compagnia.
A presto!












