
“Non è perché sei il figlio del più celebre attore del mondo, che puoi permetterti tutto!”
“Mamma” domanda un bambino “posso andare a vedere l’eclissi?”
“Vai pure” risponde la madre distratta “ma non avvicinarti troppo.”
“Papà, chi ha rotto quelle statue?”
“Sono stati i tedeschi, figlio mio, non lo dimenticare!”
“Ho incontrato un produttore che mi ha detto che sono meglio di Brigitte Bardot. Vuole lanciarmi.”
“Non voglio sentire questi discorsi!” incominciò a urlare quel padre all’antica. “Se fai del cinema, ti ammazzo!… Guai a te se disonori il mio nome!”
“Ma papà, prenderò uno pseudonimo!”
“Provati, svergognata, e vi ammazzo tutti e due!”
“Grazie cara” disse il grande scienziato “sei molto gentile, come ti chiami?”
“Clara Einstein, papà.”
“Mio padre è un grande bambino, che ho avuto nascendo.”
Per fortuna, i bambini sono quasi tutti indulgenti; gli altri devono ricordare la frase di La Crique nella Guerra dei bottoni:
“E dire che quando saremo grandi, saremo stupidi come loro!”.
Quando studiavo a Pavia, prendevo l’autobus ogni lunedì mattina.
Un giorno un’anziana signora e la figlia cercavano di prendere l’autobus nell’ora di punta (studenti e impiegati in maggioranza). Nella ressa la figlia si mise a gridare:
“Attenti, per favore, mia madre ha ottant’anni!”
“C’è proprio bisogno di dire a tutti la mia età?” esclamò la nonnina, fulminandola con uno sguardo.
“Lei, giovanotto, pensi a guidare” gli disse la vecchina “Che se comincia a piovere l’avverto io.
I contadini lo guardavano con sospetto, ma lui li rassicurava, o almeno credeva di farlo, dicendo:
“Cerco cose che altri hanno perduto”.
Più che raccogliere selci scheggiate e punte di freccia, amava parlare delle sue ricerche. Cominciava coi vari periodi storici, arrivava ai castelli, e un’ora dopo parlava di pittura e poi della grande guerra. Approdava alla politica attuale quando ormai l’ascoltatore (o meglio, “la vittima”) si era dileguato da tempo.
Una sera tornò a casa tutto contento da una delle sue “retate”.
“Sono passato attraverso il bosco e mi sono fatto un amico, un vecchio contadino simpaticissimo che abita in una radura non lontano da qui. Abbiamo chiacchierato per tre ore: si interessa di tutto!”
“Ma nonno…. il contadino di cui parli…. è completamente sordo!”

Ok, un post un po’ più leggero per risollevare gli animi.
Però…. però…. però….
Se i siparietti dei genitori sono ironici e divertenti, quelli con protagonisti i nonnini sono sì buffi, ma intrecciati con una vena di tenera malinconia…
Chissà se anch’io, logorroica come sono già adesso, troverò un simpaticissimo amico sordo pronto ad ascoltarmi per tre ore filate quando arriverò a quell’età che…. non è mica necessario dire a tutti!











