La neve

Nevica: l’aria brulica di bianco;
la terra è bianca, neve sopra neve,
gemono gli olmi a un lungo mugghio stanco:
cade del bianco con un tonfo lieve.
(Giovanni Pascoli)

Scende lieve
con piccoli fiocchi
ora fitti, ora radi
che s’invorticano
risucchiati dal burian.
Dal balcone guardo,
il candore che tutto avvolge
e ogni rumore attutisce.
Tempo e spazio rende irreali
al di là dei vetri,
ricamati di cristalli.
(Annalisa Antonucci)

Non c’è nulla -
i campi e le montagne
rubati dalla neve
(Naito Joso)

Ecco, qui è proprio così, come descrive la Antonucci, non avrei saputo rendere meglio l’idea….!Io che pensavo già alla primavera, ai crocus, ai bucaneve, alle primule….
Eppure Phil me l’aveva detto!

Mi vien quasi voglia di augurare di nuovo Buon Natale!!! 


Un bianco ciao

10 cose

E i germogli di molto raro verde cominciano a spuntare,

come impazienti di un sole più caldo;

e benché le lontane colline siano brulle e spoglie di colore,

il virgineo bucaneve, come un guizzante fuoco,

penetra la fredda terra con la sua verde screziata cuspide

e nei boschi oscuri il piccolo vagabondo

può trovare uan primula.

(H. Coleridge)

Ringrazio gli amici Paluca e Ale08 (link colonnina a fianco) per avermi inclusa nella lista dei 10 blog che leggono più volentieri.
Grazie ragazzi per la stima e l’affetto che mi dimostrate sempre, sapete di essere ricambiati, quindi  inutile che ve lo dica. Dovrei anch’io a mia volta elencare 10 blog che non manco mai di visitare, ma per me è un’impresa impossibile: sono almeno il triplo, se non di più, quindi siete tutti inclusi nell’elenco, e vi abbraccio con due braccia lunghe lunghe che neanche l’uomo primitivo si è mai sognato di possedere.

Devo invece elencare 10 cose che mi fanno felice, e da questo non posso esimermi, anche se confesso che questo fatto mi ha mandata un po’ in crisi: più ci pensavo, e più mi accorgevo che…. sono poche, pochissime!
Dunque, come mi ha consigliato Ale, aggiungerò a quelle poche reali (mamma mia che vita da poco…!) quelle che mi piacerebbe poter fare.

1. Curare il mio blog.
(Grazie a voi, mi sta dando tante soddisfazioni…)

2. Il mio lavoro, ogni tanto.
(Amo il mio lavoro…. ma da qui a dire che mi rende felice….! Diciamo che sono i bambini, con i loro gesti d’affetto, o il vedere gli occhi che si illuminano quando riescono a capire qualcosa che li ha fatti penare, che mi rendono felice…)

3. Leggere.
(Quando riesco ad averne il tempo!)

4. Ascoltare musica.
(Ancora meno tempo…)

5. Passeggiare in riva al mare.
(E quando mai posso???)

6. Uscire una sera con le amiche.
(Quando è stata l’ultima volta… nel pleistocene?)

7. Scoprire che sta arrivando primavera.
(Le prime gemme, i primi fiori…)

8. Gustarsi una pizza e una birra.
(Ma anche pane con la crosta croccante e salame di Varzi, o una fetta di meringata affogata nella cioccolata calda…)

9.

10.

Per gli ultimi 2 punti ci penserò, al momento non mi viene in mente niente. Quando avrò l’illuminazione li aggiungerò.Ora vado a lavorare…. che mi rende tanto felice!!! (si capisce che è ironica quest’affermazione, vero?)

I tre giorni della merla

PEREPÈÈÈ – PEREPÈ PEREPÈ PEREPÈÈÈ!


Ringrazio infinitamente l’amica Anneheche (link colonnina a fianco) per il riconoscimento che mi ha assegnato all’interno del suo concorso. Non so che dire se non che….. SONO CONTENTAAAAA!!!!!!!!!!!!! 

P.S.: se adesso mi sapete dire come devo fare per riportare questo banner nella colonnina a fianco, sono ancora più contenta, grazie! 


E adesso veniamo al post di oggi.
Domani inizieranno i tre giorni della merla, per tradizione i giorni più freddi dell’anno. Spero tanto che non sia vero, perché, dato il freddo degli ultimi giorni, se dovesse abbassarsi ancor di più la temperatura…. mi ritroverei a sperimentare, volente o nolente, la tranquilla giornata di un esquimese al Polo Nord. E non ci tengo affatto.

Comunque, tanto per non smentirmi in tema di feste e festività, leggende e tradizioni, storie vere e racconti fantastici, ecco qua alcune delle tante versioni della leggenda de:


I TRE GIORNI DELLA MERLA

Tanto, tanto tempo fa a Milano ci fu un inverno molto rigido.
La neve scendeva dal cielo e copriva tutta la città, le strade e i giardini.
Sotto la grondaia di un palazzo in Porta Nuova, c’era un nido di una famigliola di merli, che a quel tempo avevano le piume bianche come la neve.
C’era la mamma merla, il papà merlo e tre piccoli uccellini, nati dopo l’estate.
La famigliola soffriva il freddo e stentava a trovare qualche briciola di pane per sfamarsi, perché le poche briciole che cadevano in terra dalle tavole degli uomini venivano subito ricoperte dalla neve che scendeva dal cielo.
Dopo qualche giorno il papà merlo prese una decisione e disse alla moglie:
“Qui non si trova nulla da mangiare, se continua così moriremo tutti di fame e di freddo. Ho un’idea, ti aiuterò a spostare il nido sul tetto del palazzo, a fianco a quel camino, così mentre aspettate il mio ritorno non avrete freddo. Io parto e vado a cercare il cibo dove la neve non è ancora arrivata”.
E così fu fatto: il nido fu messo vicino al camino e il papà partì.

La mamma e i piccoli uccellini stavano tutto il giorno nel nido scaldandosi tra loro e anche grazie al fumo che usciva tutto il giorno dal camino.
Dopo tre giorni il papà tornò a casa e quasi non riuscì più a riconoscere la sua famiglia: il fumo nero che usciva dal camino aveva colorato di nero tutte le piume degli uccellini!

Per fortuna da quel giorno l’inverno divenne meno rigido e i merli riuscirono a trovare cibo sufficiente per arrivare alla primavera. Da allora, però, tutti i merli nascono con le piume nere e, per ricordare la famigliola di merli bianchi divenuti neri, gli ultimi tre giorni del mese di gennaio sono detti: i tre giorni della merla.


A Milano si narra la leggenda che attribuisce a Cornelio Mrula, sacerdote di Giove, la riforma del calendario per incarico di Cesare. Egli avrebbe tolto tre giorni a Febbraio e li avrebbe uniti a Gennaio: poi i giorni di Mrula sono col tempo diventati i giorni della merla.

Nel Cremonese e in altri territori bagnati dal Po, dove pure i “giorni della merla” sono gli ultimi tre di gennaio, si narrano leggende diverse. Si racconta che un contadino, attraversando il grande fiume gelato, con il suo carro trainato dalla cavalla di nome Merla, a causa della rottura dello strato di ghiaccio sia stato inghiottito dalle acque.

Una variante a questa tradizione è quella che alcuni soldati sarebbero precipitati in acqua mentre attraversavano il Po, trascinando un cannone detto Merla.

Nel Lodigiano, dove pure i giorni della merla sono il 29, 30 e 31 gennaio, si racconta che in un inverno tanto freddo da gelare le acque dei fiumi, un giovane sia riuscito ad attraversare l’Adda per recarsi a sposare l’amata, ma quando la giovane coppia camminò sulla lastra gelata del fiume per raggiungere la loro nuova casa, il ghiaccio si ruppe e la sposina, di nome Merla, annegò. Poi il giovane la cercò invano e disperatamente per tre giorni, che poi divennero, nella memoria, i giorni della Merla.

Una diversa versione racconta di una ragazza che per ottenere dai genitori il consenso a sposare l’innamorato, dormì tre notti al freddo sul tetto di casa abbracciando, per riscaldarsi, un camino. La terza mattina fu trovata affumicata e stecchita come molti merli morti per il freddo.

 


Bon, e anche stavolta ho finito.
Se conoscete altre versioni raccontate pure, così ampliamo le conoscenze.
E…. mi raccomando: da domani, copritevi bene!

 

Inverno

Nel cielo le nuvole giocano,
si rincorrono,
si intrecciano,
si fondono,
si abbracciano,
diventano due nuvole grandi,
l’aria si riga di gocciole,
piove?
D’incanto tanti fiocchi dal cielo.
Nevica sul bosco,
sugli alberi,
sulla terra.
Piano piano tutto si nasconde
e tutto è neve,
tanta neve bianca, bianca, bianca.
(A. Huber)

SENTO LA STAGIONE

Sento la stagione
cadere nei vicoli, annerire
con le bucce d’arancio;
stride adagio come un gatto ferito.
Non fui mai tanto solo
nella sera di un grigio, freddo
inverno.
… Quand’ero giovane e forte
non m’accorgevo
che l’inverno era sui tetti.

(R. Roversi)

RICAMI DI GHIACCIO

Nella notte un incantesimo
si fermò sugli alti rami;
stese lento in mezzo agli alberi
le sue alte trine.
(G: Bertacchi)

FORSE OLTRE LE NUBI

Adesso è inverno.
Ma petali bianchi scendono dal cielo.
Forse, oltre le nubi,
è già primavera.

(K. Jukayaba)

Rime d’inverno

Ecco, il mese di Poseidone
ha inizio; e gonfiano d’acqua
le nubi, e cupamente
rombano le impetuose bufere.
(Anacreonte)

Viene il freddo: giri per dirlo
tu, scricciolo, intorno le siepi:
e sentire fai nel tuo zirlo
lo strido di gelo che crepi.
Il tuo trillo sembra la brina
che sgrigiola, il vetro che incrina.
(Giovanni Pascoli)

Fiori di neve
erba ghiacciata
l’inverno è un’estate
pietrificata.
(Vivian Lamarque)

Anche se, come mi ha fatto notare la cara amica Titti (vedi link nella colonna a fianco), il sole di fine Novembre fa più pensare a una tardiva estate che ad un precoce inverno, io sento nelle ossa il freddo che sta arrivando…. uno dei vantaggi dell’età!Se poi queste premonizioni altamente scientifiche sono avvalorate dalle previsioni del tempo che, canale che vai meteo che trovi, impazzano in questi giorni, allora sono ancora più sicura.Inoltre, ad ulteriore conferma, la tartaruga Uga di Alidada (alidada.splinder.com) qualche giorno fa ha fatto dietro-front e si è interrata (buon sonno, cara Uga!) e questa forse è la più attendibile delle previsioni, perché nessuno come un animale che va in letargo è sicuro del freddo che sta per arrivare.

Quindi mi son detta: “Qui urge cambiare….”, anche perché ero un po’ stanca dell’altro template, così ho modificato immagini e sfondo.
Mi dovrò abituare a tutto questo bianco, adesso come adesso mi dà un po’ fastidio agli occhi, ma poi passa… il fatto è che quando apro la pagina principale resto ancora un attimo sorpresa, quasi pensassi d’aver sbagliato sito! Ma per ora rimane così: ho lavorato tutto il pomeriggio per cercare immagini e modificare il template, vedrò di sfruttarlo per qualche tempo… sicuramente fino all’anno nuovo, e poi…. chissà… anno nuovo, blog nuovo… forse.
Vi lascio come riflessione per il fine settimana questa frase che ho letto ad introduzione del libro di Dan Brown “Il simbolo perduto”; da quando l’ho letta mi ronza in testa e mi piace sempre più:
“Vivere nel mondo
senza avere consapevolezza
del suo significato,
è come vagabondare
in una immensa biblioteca
senza neppure toccare un libro.”
(The Secret Teachings of All Ages)

Che ne dite?
Più ci rifletto e più mi escono paragoni e significati, ma non ve li dico: voglio leggere i vostri commenti, le vostre considerazioni in merito, i vostri pensieri che scaturiscono alla lettura di questa citazione.
Sempre che abbiate voglia di farmeli conoscere, ovviamente, e di condividerli con gli altri lettori che frequentano questo bar sfogliando queste pagine.
Una buona serata e una felice domenica a tutti voi.