Canzone della donna che voleva essere marinaio

Adesso soltanto adesso
che il mio sguardo sposa il mare
faccio a pezzi quel silenzio
che mi vieta di sognare

file di alberi maestri
e mille e mille nodi marinari
e tracce di serpenti freddi ed indolenti
con il loro innaturale andare

e linee sulla luna che nel palmo ognuna
è un posto da dimenticare
e il cuore questo strano cuore
che su una scogliera già sa navigare.

Adesso soltanto adesso
che il mio sguardo avvolge il mare
io capisco chi ha cercato le sirene
chi ha potuto il loro canto amare

dolce nella testa
come il giorno della festa
i datteri col miele
e forte come il vento che si fa tormento

  e spezza il cuore agli uomini e alle vele
e allora non c’è gloria o voglia
che si possa bere oppure masticare

né pietra di mulino a vento
che quel sasso al cuore possa frantumare.

(Connor Slave – da “Le bugie del buio”)

Ho trovato!

 

… Queste isole sono molto belle, tutte accessibili, coperte da una lussureggiante vegetazione, con alberi di mille specie che quasi toccano il cielo.
Io credo fermamente che essi non perdano mai le foglie, poiché li vidi così verdi e così belli quali lo sono gli alberi in Ispagna al mese di maggio.


Alcuni erano in fiore, altri carichi di frutta. Gli usignoli ed altri piccoli uccelli di mille specie cantavano al mese di novembre, quando io giunsi in questi paraggi.
Vi sono delle palme di sei o sette specie, bellissime per la verità. Vi sono delle pinete meravigliose, dei campi vastissimi, del miele, molte specie di uccelli e svariatissime qualità di frutta.

(dalla relazione di Cristoforo Colombo ai Sovrani di Spagna, 15 febbraio 1493) 

Cosa “hai trovato”? Mi chiederete voi.
Ho trovato il posto dove voglio andare a vivere o, almeno, dove andare a trascorrere gli ultimi anni della mia vita.
 


Lo so che parlare di paradisi simili è deleterio per la mente, trattandosi di un’utopia, di una chimera, dell’isola che non c’è (o meglio, c’è… ma non per me!) e si finisce col sentirsi frustrati, coll’esclamare: “Ma perchè io no?” e a vedere i giorni a venire come una punizione divina, immersa nella nebbia padana come i dannati nelle ribollenti acque dello Stige, e siccome non sono nè iraconda nè accidiosa la punizione mi pare alquanto severa….
 


Lo so che mi sentirò dire: “Accontentati di quello che hai! Molti non hanno neppure questo!” ed è vero, lo ammetto….
Lo so che il solo pensare alla pensione adesso è follia, follia pura (anche perchè coi tempi che corrono, un giorno finirò per appoggiare la testa sulla cattedra e i bambini diranno: “Toh! La maestra si è addormentata!”… no bambini, la maestra è morta.)…..


Eppure… sapere che ci sono luoghi così, luoghi dove capisci, ti rendi conto, accetti ed ammetti che il paradiso sì, il paradiso in fin dei conti esiste davvero… mi mette addosso un pochino di tristezza… giusto un velo, eh? Niente da dover curare con ansiolitici o antidepressivi, ma nemmeno con la valeriana… sia chiaro! Però…… uffa!
A volte penso che basterebbe un pizzico di coraggio e un po’ d’incoscienza (q.b., come indicato nelle ricette…) per staccare la corrente e chiudere il gas e…. VIA! verso un nuovo mondo e una nuova vita…….


Aaaaaahhhhhhh, che bello! Fatemi sognare dai, tanto so già che non vincerò il jack-pot, ma nemmeno il vitalizio di 4000 eurini mensili… non gioco mai! Come potrei?

E voi? Qual è il vostro sogno nel cassetto? Me lo volete/potete raccontare?
Dai dai… che ci facciamo un bell’album!

Campionario d’umanità

Basta trascorrere una settimana su una qualunque spiaggia italiana ed ecco che il quadro è bello chiaro:

- il padre con la figlioletta e la nuova compagna (la bimba la chiamava “Marta”), esempio di nuove famiglie sempre più presenti, di bambini con due papà e due mamme, bambini che vengono viziati, accontentati in tutto, mai sgridati…. poverini, bisogna capirli! E così, come bagagli, sballottati tra il papà e “lei” e la mamma e “lui”, cercando di dare tutto quello che si può per averli dalla propria parte, illudendosi di averli dalla propria parte, quando in realtà crescono imparando a stare da soli, sfruttando al massimo la situazione e i sensi di colpa dei genitori;

-la coppia di amici, amici da una vita, solo che a un certo punto della vacanza uno dei due “cucca”: e allora ecco che “lei”, la terza incomoda, si piazza tra i due, sotto l’ombrellone con loro, sul lettino vicino a lui, a strusciarsci e baciarsi tutto il pomeriggio fino ad arrivare a mettersi un asciugamano che copra il lavorio delle mani, a fare il bagno con lui, persino la sera a tavola con loro, fino a costringere l’amico a chiamare in soccorso qualcuno da casa che non gli faccia più provare la brutta sensazione di sentirsi “di troppo”;

-l’amica invadente e logorroica in visita giornaliera: la coppia, così tranquilla di solito, è oggi frastornata e quasi in imbarazzo per colpa di questa presenza ingombrante che parla parla parla ininterrottamente per tutto il giorno, seduta sul suo bell’asciugamano bianco steso sulla sabbia, o distesa a prendere il sole, o mentre si succhia un ghiacciolo (secondo me senza nemmeno accorgersi che le si scioglieva in mano)… e sa tutto di tutti, critica tutti, spettegola su tutti, parenti amici e conoscenti… un vero fiume in piena che i due poveri tapini non riescono ad arginare, al di là di qualche “ah sì?”, “ma…”, “sai…”, non riescono a dire: lei li interrompe subito e continua a vomitare parole, tra lo sconforto e gli occhi alzati al cielo di tutti i villeggianti (mai visti tanti lettori mp3 in funzione come quel giorno!);

-la giovane coppia di genitori che per non perdere nemmeno un minuto di sole e di mare si tiene il povero neonato (non avrà avuto più di due mesi, più probabile meno) in spiaggia tutto il santo giorno, col sole cocente delle ore del mezzodì che ti bruciava anche sotto l’ombrellone, e ‘sto povero pupo che piangeva e strillava a più non posso, l’unico modo che aveva per far capire che non stava bene, che era troppo caldo per lui, ma loro niente… la mammina bella si piazzava là con le sue tette al vento che aveva precedentemente spalmato di olio solare e lo allattava sul lettino: mangia, così poi dormi e taci e io posso continuare ad abbronzarmi in santa pace;

-e poi la famigliola che va a fregare i lettini sotto gli altri ombrelloni per far sedere i figli; e i giovani ancora strafatti di alcol e chissàcosaltro dalla sera prima che in branco urlano tutto il pomeriggio incuranti del diritto alla salvaguardia dei timpani altrui; i malati di cellulare che trascorrono ore ogni giorno a raccontare al mondo cos’hanno mangiato, come hanno dormito, com’è il mare, com’è il tempo e quanti ombrelloni sono vuoti o pieni; quelli che non vanno a fare il bagno perchè “mancano ancora 10 minuti alle tre ore” da quando hanno mangiato una fetta di cocomero……

Come dicevo, cosa più di una spiaggia può fornire un completo campionario d’umanità?

Buon inizio settimana,

Giusy

Grazie!

COMINCIAMO COL DIRE CHE…

NON SO COSA DIRE!!!

Ovvero:

non so cosa dire se non…

GRAZIE! ♥

Non è un risultato da poco per un blog che compirà 6 mesi solo il 23 agosto!!!

Grazie a voi che non vi stancate mai di passare, di leggere, di lasciare un commento, un saluto, un’immagine…

Grazie anche a voi che quotidianamente vi fermate per un caffè, leggete e preferite rimanere anonimi…. per una volta mi piacerebbe sapere chi devo ringraziare, ma se preferite così, va bene comunque!

Dopo tutta questa fatica, mi merito anch’io un pochino di riposo…

… ebbene sì, mi aspetta il mare! Solo pochi giorni, eh? Poi sarò di nuovo qui, a scrivere e a leggervi. Promesso!

Intanto vi lascio le istruzioni per l’uso:

1. Se passate di qui e avete voglia di un caffè, la chiave è nella scatoletta marrone, quella sulla panca di fianco alla porta: vista? Bene.

2. Ricordatevi di chiudere quando andate via, e di riporre la chiave dove l’avete trovata: qualcuno dopo di voi potrebbe cercarla inutilmente.

3. Se vi vien voglia di aprire le finestre per far cambiare aria, ricordatevi di richiudere prima di andare via, onde evitare spiacevoli allagamenti in caso di temporali o altrettanto spiacevoli intrusioni da parte di vandali in cerca di svago.

4. Nel caso decideste di accendere il fuoco per una serata romantica davanti al lago, di quelle con chitarra, vinello e buona compagnia, abbiate cura di spegnerlo prima di andarvene: non vorrei allertare la forestale!

5. Non esagerate nel dar da mangiare ai due bianchi pennuti: sono autosufficienti, ma anche molto voraci e non sanno porsi un limite… più gliene si dà, e più divorano! Potrebbero anche schiattare per indigestione!

6. Se qualcuno proprio si annoia e non sa come far passare il tempo, una spuntatina al prato non andrebbe male…. al mio ritorno colazione pagata per un mese.

7. Infine, se qualche baldo giovane volesse aiutare la povera fanciulla a ritrovare l’orecchino che ha smarrito ormai quasi due mesi fa… mi farebbe un grande favore: sarà anche decorativa, ma comincia a darmi sui nervi! In questo caso sarà lei a ricompensarvi… come, non lo so, ma sono sicura che troverete un accordo!

Bene: quel che dovevo dire ho detto, quel che dovevo fare ho fatto.

Ringrazio di nuovo tutti, se vorrete lasciare un segno del vostro passaggio sarà mia premura, ma soprattutto sarà un piacere rispondere a ciascuno di voi al mio ritorno.

Fate i bravi e abbiate cura del mio angolino: ve lo affido con il cuore, so di lasciarlo in buone mani.

Giusy

Voglia di mare

Una dopo l’altra le onde veloci

avvolgono il verde movimento

e spingono la bianca schiuma

sul bruno delle spiagge.

Una dopo l’altra le sonnolente nubi

lacerano il movimento circolare

e il sole riscalda lo spazio

dell’aria tra le nuvole rade.

Indifferente a me ed io ad essa

la natura di questo calmo giorno

poco rapisce al mio senso

del tempo che dilegua.

Solo una vaga pena

alla porta dell’anima sosta un momento

e dopo avermi fissato un poco

passa di nulla sorridendo.

(Fernando Pessoa)

Ma sarà che ho voglia di mare….???

Ma sarà che il caldo, quello vero, comincia a farsi sentire…???

Oppure in questo continuo richiamo al mare, all’acqua, agli spazi aperti, agli elementi della natura si nasconde un significato più profondo…???

Forse tante cose stanno cambiando e mi sento in alto mare; o forse, proprio perchè tante cose stanno cambiando, comincio ad avvistare la riva, l’approdo, il porto sicuro…

Non so. So di sicuro che è un periodo di gran confusione. E il mare mi aiuta. Mi ha sempre aiutata nei momenti difficili: mi aiuta a pensare, a riflettere, a guardarmi dentro, a chiarirmi le idee.

Il mare. Come una grande mamma mi accoglie, mi avvolge nel suo grembo, mi protegge dai rumori del mondo, mi restituisce purificata alla vita: una rinascita che mi porterà ad affrontare più sicura quello che mi offrirà – o mi imporrà – il domani.

Buona serata a tutti.

Giusy

Il guardiano del faro

“La notte è finita come un sogno:

gli uccelli di mare gridano e s’immergono

e nel sole del mattino evaporano

le secche di nuovo grondanti e scoperte

attorno al cui bordo l’onda di vetro

si sente scorrere con uno sciacquio frusciante;

mentre, sulla torre bianca che si solleva alta

con luce gialla nel vetro sbiadito,

le lenti che ruotano passano e lampeggiano

e brillano pallide contro il cielo.”

(Robert Louis Stevenson)

In un tempo in cui tutto sembra andare alla deriva riuscire a scorgere la luce del faro che ci guida al sicuro è l’ancora alla quale tutti vorremmo aggrapparci.

Le nubi si addensano, il mare si fa grosso, il vento soffia impetuoso: ci sentiamo come fragili gusci di noce in balia della natura.

Eppure ognuno di noi ha il suo faro, il suo punto di riferimento al quale si affida nei momenti difficili.

Chi ha la fede è più fortunato: sa sempre a chi rivolgersi.

Chi l’ha perduta spesso trova appiglio in un familiare, in una persona cara, in un amico fidato.

Ma capita, a volte, che uno debba affidarsi solo a se stesso. Sarà il suo senso di orientamento, la sua luce interiore che lo porterà in salvo.

A volte.

Auguro a tutti “naviganti” che transiteranno in queste acque di poter scorgere sempre, in qualunque momento e in qualunque situazione, bella, chiara, forte e limpida, la luce-guida del loro faro.

Giusy

Io vorrei…

Canzone della donna che voleva essere marinaio

Adesso soltanto adesso

che il mio sguardo sposa il mare

faccio a pezzi quel silenzio

che mi vieta di sognare

file di alberi maestri

e mille e mille nodi marinari

e tracce di serpenti freddi ed indolenti

con il loro innaturale andare

e linee sulla luna che nel palmo ognuna

è un posto da dimenticare

e il cuore questo strano cuore

che su una scogliera già sa navigare.

Adesso soltanto adesso

che il mio sguardo avvolge il mare

io capisco chi ha cercato le sirene

chi ha potuto il loro canto amare

dolce nella testa

come il giorno della festa

i datteri col miele

e forte come il vento che si fa tormento

e spezza il cuore agli uomini e alle vele

e allora non c’è gloria o voglia

che si possa bere oppure masticare

nè pietra di mulino a vento

che quel sasso al cuore possa frantumare.

(Connor Slave – da “Le bugie del buio”)

Giusy

Innisfree

Mi leverò e andrò, ora, andrò a Innisfree,

e costruirò laggiù una capanna di argilla e canne,

nove filari di fave avrò, e un’arnia per le api da miele,

e solo starò nella radura ronzante di api.

E avrò pace laggiù, dove la pace discende goccia a goccia,

discende dai velami del mattino fin dove canta il grillo;

la mezzanotte è tutto un luccichio,

purpurea incandescenza il meriggio,

la sera è piena di ali di fanello.

Mi leverò e andrò, ora, perchè sempre, notte e giorno

odo l’acqua del lago lambire con lievi suoni la sponda;

stando nella strada, sui marciapiedi grigi,

la sento nell’intimo profondo del cuore.

(William B. Yeats)

Ognuno di noi cerca la sua Innisfree, luogo di pace e serenità.

Confido di poterla trovare, prima che sia troppo tardi.

Mi sorge un dubbio, però:

siamo sicuri che Innisfree si possa trovare su questa terra?

Siamo sicuri che il poeta non la identifichi con “l’altra vita?”

Perchè, se così fosse, che speranze ci sarebbero per chi non crede nell’”altra vita”?

Devo dunque rassegnarmi a sognare, desiderare, sperare…. una Innisfree anche per me?