E fu violata la Luna

 

E fu violata la luna…
Le scarpe di sughero,
il belletto sulle guance,
ogni sera entravi dalla finestra
a narrarmi le favole
vissute nel cosmo.
Ti specchiavi sulle acque del laghetto
ed attendevi le capriole
di qualche cavedano
per prenderlo nella rete.
Ora hai dovuto vendere
le tue fiabe all’asta
per esserti concessa
ai tuoi profanatori.
E non scendi più la sera
a raccontarmi dello gnomo
che, stanco di far legna nei tuoi boschi,
si addormentò in riva al torrente,
dove stavi facendo il bagno.
Non sa più di ciclamino il tuo profumo
e il tuo viso pallido
non si fa più vedere nello stagno.
Erano altri tempi,
quando puntuale
ti paracadutavi sulla terra
per muovere un sorriso
sulle bocche degli ammalati,
regalare foulards di seta alle ragazze
e bonbons fiabeschi ai più piccini.

(Rino Passigato)

Tra le frasi che ho pubblicato domenica, ce n’è una di Buzz Aldrin che nessuno ha commentato o anche solo citato:

“Paradossalmente a cambiarmi veramente

non fu l’allunaggio,

ma il ritorno sulla Terra.”

Io, invece, prima di scriverla ci ho pensato un bel po’.

“Ma come, -mi dicevo- uno fa un’esperienza unica come quella di camminare sulla Luna, e dice di non sentirsi cambiato da quest’evento straordinario,

<<Un piccolo passo per un uomo,

un balzo gigantesco per l’umanità>>

(Neil Armstrong) 

ma dal ritorno sulla Terra.”

E così cominci a pensare….

Pensi a quando ti capita qualcosa di eccezionale, quando succede un fatto che ti stravolge la vita, quando vivi momenti indimenticabili…

Ed eccola lì, la soluzione!

In quel momento sei troppo coinvolto, troppo preso, troppo occupato a vivere “quel” momento: non hai tempo per pensare alla tua vita, a com’era e a com’è adesso, sei dentro fino al collo in qualcosa di talmente grande, che vedi “l’attimo” come se fosse ovvio e naturale che d’ora in poi sarà “il sempre”.

Ma, inevitabilmente, chiunque abbia vissuto sa che questi momenti passano, prima o poi ti ritrovi a fare i conti con la tua vecchia vita, la tua cara vecchia vita che ti sta cucita addosso come un vestito su misura e che fino a ieri ti sembrava perfetta, e adesso ti par quasi misera.

Sono questi i “veri momenti”, quelli che ti costringono a guardarti dentro, che ti mettono di fronte alla tua vita come ad uno specchio, che ti obbligano ad analizzare quello che sei stato, o che hai creduto  di essere, e a confrontarlo con quello che sarai da oggi in poi.

Per qualcuno sono momenti di grandi rivelazioni, di nuove opportunità, di “balzi” in avanti. Per altri sono causa di crolli emotivi, di terremoti interiori… e se sei abbastanza forte, parti da lì per ricostruire una vita vera, la tua vita, giorno dopo giorno; altrimenti rischi di finire schiacciato da ciò che hai visto in quello specchio.

Forse, quello che vide Aldrin guardando la Terra dall’oblò dell’Apollo 11 il 24 luglio 1969, fu proprio questo.

Buona vita a chi è già andato sulla Luna e ne ha fatto ritorno.

E a chi è ancora là? Non ha bisogno di auguri: sta vivendo il periodo migliore della sua vita. Ne riparleremo quando atterrerà.

Una farfalla sulla Luna

Maròòòò…!!! So’ diventata tutta rossa…!!! Ecchi se li aspettava tutti ‘sti comprimenti…??? Va bene, va bene… torno seria, non si sa mai che passi per di qua qualche purista, e dopo avermi sgridato per bene, se ne fugga per di là!

Torniamo a scrivere seriamente. Perchè in verde? Perchè stasera si parla di alberi e di foreste. Foreste che forniscono il legno necessario per la fabbricazione della carta; con la carta si fanno i giornali e sui giornali si stampano le notizie che richiamano l’attenzione dei lettori sui problemi del disboscamento (me ne è capitato tra le mani uno proprio oggi, e da lì è nata l’idea) e della distruzione della natura. Un circolo chiuso paradossale che nessuno riesce a spezzare.

TANTE FORESTE

Tante foreste strappate alla terra

e massacrate

distrutte

rotativizzate.

Tante foreste sacrificate per la pasta da carta

di miliardi di giornali che attirano annualmente

l’attenzione dei lettori

sui pericoli del disboscamento delle selve e delle foreste.

(Jacques Prévert)

Ogni tanto, però, qualcuno ci prova. E ci riesce.

UNA FARFALLA SULLA LUNA

Julia Hill, detta “Butterfly”, è una ragazza americana diventata famosa in tutto il mondo per aver salvato un albero, una sequoia secolare di una foresta nel nord della California. Non solo: col suo gesto ha salvato tutta l’area circostante. L’albero stava per essere abbattuto dalle motoseghe e Julia, che aveva 23 anni, è salita sull’albero per protestare contro l’abbattimento di quella foresta di alberi millenari. Era il dicembre 1997. Lassù, a 60 metri di altezza, ha costruito un rifugio: una piattaforma di 3 mq coperta da un tendone blu. Il suo obiettivo era quello di attirare l’attenzione della gente su quell’albero, da Julia ribattezzato Luna, e impedire che fossero abbattute altre sequoie.

Giorno dopo giorno, mentre il popolo dei suoi sostenitori cresceva (15000 persone hanno mandato lettere per chiedere la salvezza della foresta), ha continuato a vivere lassù senza altra compagnia che un telefono a batteria solare. E nonostante il freddo, la pioggia, i pasti frugali cucinati su un piccolo fornellino, non si è mai ammalata. Ha letto libri e giornali, ha fatto la corrispondente per una TV ecologista, ha scritto poesie e ha inviato messaggi. Poi, finalmente, il 17 dicembre 1999 è stato raggiunto un accordo con la società che avrebbe dovuto tagliare gli alberi.  Julia Hill “Butterfly” ha così vinto la sua battaglia: la sequoia secolare della California su cui è vissuta per 2 anni non è stata tagliata e Julia, festeggiata come un’eroina da migliaia di ecologisti, è scesa dalla sua casa sull’albero.

Ha poi scritto un libro (!) sulla sua avventura.

Gli eco-guerrieri sono giovani ecologisti che ricorrono a forme di protesta estrema come salire sugli alberi, scavare buchi nel terreno, costruire case di legno. “Nati” in Inghilterra nel 1992, spesso sono professionisti e laureati che lasciano le comodità della vita moderna per vivere a contatto con la natura. Quando un bosco è minacciato da una nuova autostrada o dalla costruzione di un parcheggio, gli eco-guerrieri si traferiscono su rifugi improvvisati sugli alberi. La gente li considera un po’ come moderni Robin Hood, che combattono per difendere la natura.

Ma noi, popolo splinderiano, che ben conosciamo il valore di ogni singolo albero, non scriviamo le nostre pagine quotidiane sulla carta, bensì qui, dove con un semplice click rendiamo possibile, a chiunque lo voglia, leggere poesie, racconti, aforismi e proverbi, brani di vita vissuta e immaginata, e tutto ciò che più ci piace scrivere e condividere.

Siamo o no gente intelligente?

Più ecologici di così….

P.S.: Io, però, come ho scritto un po’ di tempo fa…. adoro i libri! Che ci posso fare? E’ un amore nato circa 45 anni fa, e nel tempo è solo aumentato… Sarebbe impensabile per me vivere senza libri!

Buona notte e sogni ……. verdi!

Giusy