
(Rino Passigato)

Tra le frasi che ho pubblicato domenica, ce n’è una di Buzz Aldrin che nessuno ha commentato o anche solo citato:

“Paradossalmente a cambiarmi veramente
non fu l’allunaggio,
ma il ritorno sulla Terra.”

Io, invece, prima di scriverla ci ho pensato un bel po’.
“Ma come, -mi dicevo- uno fa un’esperienza unica come quella di camminare sulla Luna, e dice di non sentirsi cambiato da quest’evento straordinario,
<<Un piccolo passo per un uomo,
un balzo gigantesco per l’umanità>>
(Neil Armstrong)
ma dal ritorno sulla Terra.”
E così cominci a pensare….
Pensi a quando ti capita qualcosa di eccezionale, quando succede un fatto che ti stravolge la vita, quando vivi momenti indimenticabili…
Ed eccola lì, la soluzione!
In quel momento sei troppo coinvolto, troppo preso, troppo occupato a vivere “quel” momento: non hai tempo per pensare alla tua vita, a com’era e a com’è adesso, sei dentro fino al collo in qualcosa di talmente grande, che vedi “l’attimo” come se fosse ovvio e naturale che d’ora in poi sarà “il sempre”.
Ma, inevitabilmente, chiunque abbia vissuto sa che questi momenti passano, prima o poi ti ritrovi a fare i conti con la tua vecchia vita, la tua cara vecchia vita che ti sta cucita addosso come un vestito su misura e che fino a ieri ti sembrava perfetta, e adesso ti par quasi misera.
Sono questi i “veri momenti”, quelli che ti costringono a guardarti dentro, che ti mettono di fronte alla tua vita come ad uno specchio, che ti obbligano ad analizzare quello che sei stato, o che hai creduto di essere, e a confrontarlo con quello che sarai da oggi in poi.
Per qualcuno sono momenti di grandi rivelazioni, di nuove opportunità, di “balzi” in avanti. Per altri sono causa di crolli emotivi, di terremoti interiori… e se sei abbastanza forte, parti da lì per ricostruire una vita vera, la tua vita, giorno dopo giorno; altrimenti rischi di finire schiacciato da ciò che hai visto in quello specchio.
Forse, quello che vide Aldrin guardando la Terra dall’oblò dell’Apollo 11 il 24 luglio 1969, fu proprio questo.

Buona vita a chi è già andato sulla Luna e ne ha fatto ritorno.
E a chi è ancora là? Non ha bisogno di auguri: sta vivendo il periodo migliore della sua vita. Ne riparleremo quando atterrerà.






