
C’è una scuola grande come il mondo.
Ci insegnano maestri, professori,
avvocati, muratori,
televisori, giornali,
cartelli stradali,
il sole, i temporali, le stelle.

Ci sono lezioni facili
e lezioni difficili,
brutte, belle e così così.
Ci si impara a parlare, a giocare,
a dormire, a svegliarsi,
a volersi bene e perfino
ad arrabbiarsi.

Ci sono esami tutti i momenti,
ma non ci sono ripetenti:
nessuno può fermarsi a dieci anni,
a quindici, a venti
e riposare un pochino.

Di imparare non si finisce mai,
e quel che non si sa
è sempre più importante
di quel che già si sa.

Questa scuola è il mondo intero
quanto è grosso:
apri gli occhi
e anche tu sarai promosso.
(Gianni Rodari)

FACCIAMO UN PO’ DI CHIAREZZA
Dopo aver letto diversi commenti qua e là, scrivo qualche riga per cercare di spiegare cosa sta succedendo nella scuola oggi.La bella illusione (bella per chi ci crede e pensa che si possa tornare indietro di 30 anni) è, appunto, solo un’illusione, a meno che un genitore non abbia chiesto le 24 ore settimanali: 22 l’insegnante di classe e 2 l’insegnante di religione. Sempre che l’ins. di classe abbia la specializzazione per l’insegnamento della lingua inglese, altrimenti bisogna togliere 1 o 2 o 3 ore dall’ins. prevalente ed affidarle ad uno specialista. E così andiamo a 3 persone che ruotano sulla classe. Questo però è ancora comprensibile.

Occorre però tener conto che solo una minoranza di genitori ha scelto le 24 ore, cioè quelle famiglie in cui lavora solo papà e mamma può occuparsi dei figlioli il pomeriggio (quasi sempre libero da impegni scolastici) e di portarli a casa nella pausa pranzo (vai e torna, vai e torna) quando hanno il rientro, in quanto il servizio mensa non è contemplato. E se uno non può proprio andarlo a prendere, nutrirlo e riportarlo? Semplice. I bambini che rimangono a scuola vengono “spalmati” nelle sezioni di tempo pieno ed affidati ad insegnanti che già hanno classi di 26-27 alunni di cui occuparsi…. ma fa niente!!!! Che vuoi che siano 2 o 3 fanciullini di prima in più! Per tagliar bistecche e sbucciare mele e versare acqua nei bicchieri (ed asciugare acqua sulla tavola) e togliere coltello e forchetta a quello che li sta scambiando per armi del nintendo… Suvvia! 27 o 30… che differenza potrà mai fare? Giusto. Abbiamo fatto richiesta in Alto Loco per avere sei braccia (stile dea Khalì), ma per ora nessuna risposta.

Per quanto riguarda le 30 ore (ex modulo) o le 40 (tempo pieno), io non so come funzioni in altre parti (e prego le colleghe che leggono e hanno altre esperienze, nonché informazioni, di dirmelo), ma qui da noi è un caos.Il modulo che prima viaggiava con 3 insegnanti su due classi ora si ritrova con solo due unità (proprio così, siamo diventate
unità). Ora, è evidente che se si devono coprire 30 ore per classe, quindi 60 ore, e 2 unità arrivano a 44… le altre 16 chi le copre? 4 l’ins. di religione (48), 6 lo specialista di inglese (54). Se la matematica non è un’opinione ne mancano 6. Nel migliore dei casi. Sì, perchè se una delle due
unità è in possesso dell’abilitazione all’insegnamento della lingua inglese, la deve insegnare. Tassativo. Quindi le 6 ore dello specialista non ci sono più, così le ore scoperte diventano 12. E chi le copre? Gli insegnanti del tempo pieno che non possono più usufruire delle 2 ore di compresenza nella loro classe. Ore che erano così utili per tentare di recuperare quegli alunni che avevano delle difficoltà (ma non il sostegno) e che sono state tolte, eliminate, cancellate: via, sono uno spreco.
Ricapitolando: 2 ins. titolari (+ eventuale ins. specialista) + ins. di religione + tanti spezzatini di due ore gentilmenti offerti dagli ins. del tempo pieno. E che fanno? Musica, immagine, motoria… che diamine, non vorrete mica affidare loro delle discipline più impegnative?

Ma non si era parlato di maestro unico? Non si era detto che per il bene del bambino era opportuno evitare che troppe figure ruotassero sulla stessa classe? Infatti.E non ho affrontato il problema delle classi super-affollate (le nostre prime son partite con 26-27 bimbi: immaginate quanti saranno in 5°!), degli insegnanti di sostegno (aumentano i casi problematici ma diminuiscono gli insegnanti: cosa sarà… ottimismo?), degli alunni stranieri che arrivano e si trovano inseriti in classi numerose senza capire e parlare una parola d’italiano (oramai il rapporto è di 1 a 3)…. Basta, mi sta venendo il mal di testa!
E allora perchè non chiamare le cose col loro nome? Non di riforma si parla, signori miei, ma solo ed esclusivamente di TAGLI. Dei bambini non importa nulla a nessuno. Tranne alle maestre che, come sempre, faranno i salti mortali per cercare di rendere questa girandola il meno caotica e il più funzionale possibile.
Mi sorge spontaneo un dubbio: sarà mica colpa nostra? Siccome sanno che tanto poi le maestre (e i maestri, beninteso: mi vien spontaneo parlare al femminile perchè da noi siam tutte femminucce) faranno quadrare il cerchio comunque, ne approfittano e tagliano, tagliano a più non posso, tagliano più dei sarti.
Non so se sono stata chiara e son riuscita a chiarire i dubbi che avevate, ma è difficile spiegare il caos, quasi difficile come trasformare il caos in ordine: alla fine ne risulterà un caos ordinato… o un ordine caotico?
Ditemi voi che ne pensate.