Giochino

 L’amica Emmelania mi ha coinvolto in questo giochino che mi ha incuriosita…
Lo so che si faceva da ragazzine, ma forse è proprio per questo che mi sono divertita un mondo a completarlo… e in più mi ha fatto anche riflettere su alcune cose… 

In fin dei conti, con le varie scelte, decise all’istante, non ponderate, si delinea un po’ la personalità di chi si mette in pista…. no?

A me è uscito così:



Se fossi un mese: maggio

Se fossi un giorno della settimana: venerdì

Se fossi una parte della giornata: pomeriggio

Se fossi un pianeta: Marte

Se fossi un animale acquatico: medusa

Se fossi una direzione: sud-est

Se fossi un mobile: libreria

Se fossi un liquido: olio

Se fossi una gemma: rubino

Se fossi un albero: mimosa

Se fossi un attrezzo: lima

Se fossi un fiore: AZALEA ROSSA

Se fossi un tempo: primavera

Se fossi uno strumento musicale: arpa

Se fossi un colore: rosso

Se fossi un’emozione: sorpresa

Se fossi un frutto: fragola

Se fossi un suono:  il rintocco delle campane

Se fossi un elemento: fuoco

Se fossi una macchina: la mia Aygo

Se fossi un dolce: meringata

Se fossi un posto: spiaggia

Se fossi un materiale: cristallo

Se fossi un gusto: frutti di bosco

Se fossi un aroma: fior d’arancio

Se fossi un oggetto: specchio

Se fossi una parte del corpo: bocca

Se fossi una smorfia: linguaccia

Se fossi una canzone: “My Immortal” – Evanescence

Se fossi un paio di scarpe: tacco 8 vernice nera

Avanti…. chi di voi vuole provare?
Se vi va…. è divertente!
Titti
Iolosoxchecero
Jouy
Toctoc 68
Diamante Viola
……………….
e tutti gli altri…..
anche per ingannare il tempo infame
che non ha capito che ci deve portare
verso la primavera
e non farci tornare indietro!

E poi è Carnevale….
e si sa:


A Carnevale ogni scherzo vale!

Uhm….
forse non c’entrava un fico secco…
ma m’è venuto così,
beccatevi ‘sta perla d’originalità!

10 cose

E i germogli di molto raro verde cominciano a spuntare,

come impazienti di un sole più caldo;

e benché le lontane colline siano brulle e spoglie di colore,

il virgineo bucaneve, come un guizzante fuoco,

penetra la fredda terra con la sua verde screziata cuspide

e nei boschi oscuri il piccolo vagabondo

può trovare uan primula.

(H. Coleridge)

Ringrazio gli amici Paluca e Ale08 (link colonnina a fianco) per avermi inclusa nella lista dei 10 blog che leggono più volentieri.
Grazie ragazzi per la stima e l’affetto che mi dimostrate sempre, sapete di essere ricambiati, quindi  inutile che ve lo dica. Dovrei anch’io a mia volta elencare 10 blog che non manco mai di visitare, ma per me è un’impresa impossibile: sono almeno il triplo, se non di più, quindi siete tutti inclusi nell’elenco, e vi abbraccio con due braccia lunghe lunghe che neanche l’uomo primitivo si è mai sognato di possedere.

Devo invece elencare 10 cose che mi fanno felice, e da questo non posso esimermi, anche se confesso che questo fatto mi ha mandata un po’ in crisi: più ci pensavo, e più mi accorgevo che…. sono poche, pochissime!
Dunque, come mi ha consigliato Ale, aggiungerò a quelle poche reali (mamma mia che vita da poco…!) quelle che mi piacerebbe poter fare.

1. Curare il mio blog.
(Grazie a voi, mi sta dando tante soddisfazioni…)

2. Il mio lavoro, ogni tanto.
(Amo il mio lavoro…. ma da qui a dire che mi rende felice….! Diciamo che sono i bambini, con i loro gesti d’affetto, o il vedere gli occhi che si illuminano quando riescono a capire qualcosa che li ha fatti penare, che mi rendono felice…)

3. Leggere.
(Quando riesco ad averne il tempo!)

4. Ascoltare musica.
(Ancora meno tempo…)

5. Passeggiare in riva al mare.
(E quando mai posso???)

6. Uscire una sera con le amiche.
(Quando è stata l’ultima volta… nel pleistocene?)

7. Scoprire che sta arrivando primavera.
(Le prime gemme, i primi fiori…)

8. Gustarsi una pizza e una birra.
(Ma anche pane con la crosta croccante e salame di Varzi, o una fetta di meringata affogata nella cioccolata calda…)

9.

10.

Per gli ultimi 2 punti ci penserò, al momento non mi viene in mente niente. Quando avrò l’illuminazione li aggiungerò.Ora vado a lavorare…. che mi rende tanto felice!!! (si capisce che è ironica quest’affermazione, vero?)

Terapia femminile anti-stress

  

Terapia di recupero post-attacco di stress!

Una carezza di Zorro

per coccolarti…

7 anni in Tibet con questo ragazzo

per calmare le tue ansie…

Un duro a morire

per vivere avventure…

7 giorni/6 notti con questo uomo sexy

per sentirti nuova…

Un consulto con questo medico

per sentirti speciale…

Una guardia del corpo così

che si prenda cura della tua sicurezza…

Un’arma letale

per liberarti e fare pazzie…

Un American gigolo così

per sentirti una bella donna

Un Top Gun come questo

per vivere una Mission Impossible

e un Tarzan così

per tornare alla tua triste realtà!!!

Buona domenica con un sorriso…. 

Storie inverosimili


Adesso vi conto una storia.Due polli arrosto che ho visto volare, volavano svelti, e le pance volgevano al cielo e le schiene all’inferno.

Un’incudine e una macina, senza fretta e pian pianino, passavano a nuoto il Ticino; e una rana, a Pentecoste, se ne stava là sul ghiaccio, con un vomere davanti e lo mangiava.

E c’erano tre compari che inseguivano una lepre e andavan con le grucce e le stampelle; e il primo era sordo, cieco il secondo, il terzo muto, e il quarto aveva il piede rattrappito. E volete sapere come andò?
Fu il cieco a vedere per primo la lepre, fu il muto a chiamare il sordo, e fu lo storpio che non le lasciò scampo e l’acchiappò.

Quei tali che volevan navigare per terra, spiegarono al vento le vele e navigarono sui vasti campi; poi navigarono su un alto monte e dovettero affogare miseramente.

Un gambero faceva scappare un bel leprotto, e una vacca era proprio in cima al tetto.

E in quel paese il moscone è più grosso del nostro caprone.

Or fa’ uscire le fandonie e spalanca il finestrone.

(Fratelli Grimm) 



Non pensiate che sia improvvisamente impazzita (anche se… effettivamente…. quando arriva il venerdì sera…) e abbia le traveggole o spari fanfaronate tanto per scriver qualcosa!
Intanto, come avrete letto, la storia non è mia, ma dei Fratelli Grimm (e qui già mi risparmio la chiamata alla neurodeliri), e poi c’è un senso in tutto quel che ho scritto (non c’è sempre? anche in quelle che sembrano sciocchezze?), e ancora, infine, dopo un post impegnativo come quello di martedì (meno male che avevo detto: sarò breve!) avevo voglia di cambiare direzione.


Dunque, torniamo alla nostra storia: siam proprio sicuri di non conoscere questo fantomatico paese?
Non vi suona familiare l’ambientazione?
Non vi sembra di aver già letto qualcosa di simile per quanto riguarda i personaggi?
Son davvero fandonie?
Io non credo.
Analizziamo la situazione.


Polli arrosto che volan capovolti: qualcuno che consideriamo ormai fritto, finito, bruciato, ma che “volando capovolto” (cioè al di fuori delle regole, della legge) riesce ancora a filare svelto e a farla in barba a tutti, anche se non guarda “il cielo”, ma “l’inferno”.
 


L’incudine e la macina non potrebbero mai attraversare il Ticino a nuoto (ma neppure il Tevere o l’Arno…), a meno che i materiali di cui sono fatte non siano il ferro e la pietra, ma un materiale ben più leggero, e magari pure vuoto: quanta gente è all’apparenza ”di un certo peso” e poi si scopre ch’è il nulla assoluto!
 


E la rana che mangia il vomere… anche l’essere all’apparenza più inoffensivo può rivelarsi insospettabilmente tenace nel raggiungere i propri scopi!
 


Sui tre compari (che poi eran quattro, ma chissà perché uno appare e scompare, c’è e non c’è, è lì ma si dilegua quando si tiran le fila e le somme…) ce ne sarebbe da dire!!! Peggio del gatto e la volpe! Ciechi con la patente, muti che cantano come usignoli, sordi che ascoltano e odono anche i sussurri, storpi che corrono i cento metri piani in meno di dieci secondi… e la povera lepre (povera Italia!) è condannata senza appello a finire nelle grinfie di questi furboni!
 


Sì, ma quelli che navigan per terra? Com’è mai possibile?
Ebbene, immaginate di lanciarvi in un’impresa all’apparenza impossibile, di enorme portata, un’impresa titanica… immaginate con forza e tenacia ed impegno infinito di riuscire nel vostro intento: ah, come viaggereste col vento in poppa, a vele spiegate, a conquistar terreno su terreno!
Poi, come a volte succede, vi vien la voglia di tentar la scalata, di volar più alto, di arrivare dove non è mai arrivato nessuno… ed ecco qua che la nave si capovolge ed affondate con baracca e burattini.
Vuoi perché l’impresa non era alla vostra portata e avete osato troppo o…. vuoi perché invece lo era, eccome se lo era, e avete osato troppo! E qualcuno ha pregato Poseidone di sollevare una tempesta e farvi naufragare… Detto… fatto!
 


Di gamberi retrogradi che fan scappare giovani lepri (magari all’estero, dove son più considerate ed aiutate, e anche ricompensate, perché no…) siam pieni fino all’orlo.
E vacche sui tetti, perdonatemi, ma non ditemi che non ne avete mai viste! Basta aprire una rivista o accender la TV…!!! (Stop. Censura.)
 


E il moscone fastidioso, che ronza ronza ronza, e si fa notare più del povero caprone che lavora lavora lavora? Alzi la mano chi non ne ha mai incontrato uno nella sua carriera lavorativa…. (se hai alzato la mano, allora sappi che sei stato più che fortunato!)
 


E adesso, dopo aver parlato di tutto ciò, scusate, vado ad aprire le finestre, che qui occorre cambiar aria!
 


Se siete d’accordo con me, battete un colpo!
Se invece vi sembrano solo farfanterie d’una povera squilibrata… beh, pazienza… io leggendo questa storia ho avuto questi pensieri, m’è parso di riconoscer qualche personaggio, più o meno famoso, ma può esser che mi sia sbagliata… e se così fosse… Tirèmm innànz!

Il bastone fatato

Un giorno, mentre il piccolo Claudio giocava sotto il portone, passò sulla strada un vecchietto con gli occhiali d’oro: camminava curvo, appoggiandosi ad un bastone. Proprio davanti al portone il bastone cadde.

Claudio fu pronto a raccoglierlo e a porgerlo al vecchio che, sorridendo, gli disse: “Grazie, ma non mi serve. Posso camminare benissimo senza. Se ti piace, tienilo.” E senza aspettare risposta, si allontanò.

Claudio, quasi senza pensarci, inforcò il bastone… ed ecco che non era più un bastone, ma un cavallo, che si lanciò al galoppo intorno al cortile, nitrendo. Quando Claudio meravigliato e un po’ spaventato riuscì a rimettere il piede a terra, il bastone tornò ad essere bastone, senza zoccoli nè criniera.

“Voglio riprovare” decise Claudio quando ebbe ripreso fiato. Inforcò di nuovo il bastone… e stavolta non fu un cavallo, ma un solenne cammello a due gobbe, e il cortile si trasformò in un immenso deserto.

“E’ certamente un bastone fatato” si disse Claudio inforcandolo per la terza volta. Adesso era un’automobile da corsa, tutta rossa, con il numero bianco scritto sul cofano. Poi il bastone divenne un motoscafo, poi un’astronave. Ogni volta che Claudio rimetteva il piede a terra, il bastone riprendeva il suo aspetto.

Il pomeriggio passò veloce tra quei giochi. Verso sera Claudio vide ritornare il vecchio dagli occhiali d’oro. “Ti piace il bastone?” domandò sorridendo a Claudio, il quale, credendo che lo rivolesse indietro, glielo tese, arrossendo.

Ma il vecchio fece cenno di no. “Tienilo, tienilo, – disse – che cosa me ne faccio, ormai, di un bastone? Tu ci puoi volare, io potrei soltanto appoggiarmi. Mi appoggerò al muro, e sarà lo stesso.”

E se ne andò sorridendo, perchè non c’è persona più felice al mondo di un vecchio che può regalare qualcosa ad un bambino.

(Gianni Rodari)

Quando ho letto questo racconto (sto già racimolando materiale per settembre, che è più vicino di quanto si possa pensare… una maestra resta sempre una maestra, anche in vacanza!) mi sono ricordata di quando mia figlia, piccina piccina, trascorreva ore ed ore a giocare con… le mollette per i panni! Seduta sul suo tappeto blu, nella sua cameretta o sul terrazzo, costruiva di tutto: da semplici file lunghe lunghe (i treni) a improbabili e complicatissime costruzioni (le case). A volte le agganciava l’una all’altra secondo i colori: ed ecco file gialle, file rosse, file blu…; altre volte erano le dimensioni ad ispirarla: le piccole, le medie, le grandi; altre ancora le forme: le “sottili” di legno, le “cicciotte” per i capi più pesanti, le “magroline” trasparenti. Una volta ricordo che mi stupì non poco: le aveva collegate realizzando una specie di “scala cromatica”, dalle più chiare alle più scure: lei le indicava come le “brave” e le “cattive”….

E sì che di giochi ne aveva! Ma li guardava un po’, ci giocava per qualche tempo, poi, annoiata, tornava alle sue adorate mollette. E io la lasciavo fare: mi accorgevo che catalogandole, raggruppandole, dividendole altro non faceva che sviluppare le sue prime abilità logico-matematiche. Ma non solo. Quello che faceva era “GIOCARE”. Nel vero senso della parola. Usando la SUA fantasia. Come facevamo noi da bambini quando, per motivi diversi, non avevamo tutti i giochi che ci sono oggi. Eppure ci divertivamo: socializzando, bisticciando, riappacificandoci… stabilivamo le regole e le rispettavamo: le avevamo decise noi!

Anche oggi, a scuola (e dajie!), vedo che portano giochi da casa e poi, sapete con che cosa passano la maggior parte del (poco) tempo libero che hanno? Con le palline fatte con la stagnola che avvolgeva la merenda, o con i fogli della brutta, o con un pezzo di spago… a meno che qualcuno non abbia portato il Nintendo DS: allora si dimenticano anche di mangiare e andare in bagno! Stanno lì, con lo sguardo allucinato e le dita che si muovono ad una velocità che nulla ha di umano, e stop. Li lasciassi fare, andrebbero avanti ore a muovere solo occhi e pollici. Per fortuna, suona la campanella….

P.S.: Ringrazio per la massiccia partecipazione al giochino proposto ieri e per i commenti che avete lasciato: volutamente non ho contro-commentato, quello era il vostro spazio, solo ed esclusivamente vostro. Grazie, troppo buoni! Ho anche capito che mi vedete molto colorata. Vero. E’ un blog un po’ anomalo, ma la vita è già così grigia…. almeno qui posso metterci tutto il colore che mi va! ^__^

Giochino

Copio, dopo aver chiesto e ricevuto autorizzazione, questo giochino dall’amica Auxesya (vedi link): mi sembra un modo carino e spiritoso per…. tastarvi il polso e sentire che cosa pensate della sottoscritta. Non fatevi prendere dalla compassione perchè sono convalescente, sparate pure, ma….. rispettate le regole. Eccole qua:

Descrivimi in una parola!

Lasciala in un commento.

Poi, se vuoi, fai lo stesso sul tuo blog.

Potrebbe essere divertente sapere come ti definiscono gli altri….

Ricorda….. solo una parola!

Oggi, come vedete, post breve. Sarò presente a singhiozzo: il web preso a piccole dosi.

Ringrazio tutti voi per esservi preoccupati, per gli auguri, per i consigli e per le raccomandazioni, ma ricordatevi che io sono un’erba grama, di quelle che non muoiono mai! Sì, insomma…. finchè non è la loro ora, ecco…

E adesso…. via col giochino!

Sai di vivere nel 2009 quando…

1. cerchi di inserire la password nel microonde. 

 

 

2. sono anni che non ti fai un solitario con carte vere.

3. hai una lista di 15 numeri telefonici per i tuoi 3 familiari.


4. mandi una mail al tuo collega che sta nella scrivania a fianco della tua.


5. il motivo per cui non sei piu’ in contatto con gli amici è che non hanno un indirizzo e-mail.

6. quando torni a casa dal lavoro rispondi al telefono con voce formale.


7. quando telefoni da casa, continui a digitare ’0′ per avere la linea esterna.


8. sei stato seduto alla stessa scrivania per 4 anni lavorando per 3 diverse ditte.

 

10. sai di essere stato licenziato nel notiziario delle 23:00.

11. il tuo capo non e’ capace di fare il tuo lavoro.

12. i lavoratori temporanei sono piu’ dei lavoratori dipendenti.

Ma il meglio viene ora…

 

13. hai letto l’intera lista annuendo e sorridendo.

 

14. mentre la leggi stai pensando di girarla ai tuoi ‘amici’.

15. hai ricevuto questa lista da un amico che non ti parla neanche piu’, ma ti contatta solo per mandarti barzellette via Internet.

16. sei troppo preso per notare che nella lista non c’e’ il punto 9.

17. hai appena scrollato la pagina per controllare che effettivamente non ci sia il punto 9!!!

Anche questa non è nuova, mi è capitata tra le mani ieri mentre cercavo altri appunti: sapete quando si dice “Lo metto qui così quando lo cerco so dov’è!”? Frase inevitabilmente legata a “Ma dove diavolo l’avrò messo?” Ecco, bravi, proprio quella situazione lì! Non ditemi che non vi è mai capitato perchè non ci credo! E se invece fosse così… beh, allora… rivelatemi il vostro segreto, per favore!

Comunque, tornando all’argomento di oggi: un post per sorridere e per riflettere, meglio non perdere il vizio…

In questi giorni non sto molto bene, può darsi che latiti un pochino. Vi chiedo scusa se la mia presenza non sarà assidua come al solito, ma vedrò di fare il possibile.

Autocelebrazione

Se me lo concedete, oggi dedico questo post a me.

Niente di particolare, solo qualche gioco linguistico,

tanto per dimenticare e alleggerire l’atmosfera.

Da domani si ricomincia cercando di far finta

che non sia successo nulla di anomalo.

Va ben? Via!

IL TAUTOGRAMMA

Giusy governa grasse galline, gravide giovenche, grossi gufi, gracidanti girini, gracchianti gazze, grufolanti gnu, graziosi gattini.

Ghermisce gagliardi gigli, gialle ginestre, ginepri gramigni, genziane gentili, gherigli grigiastri, giovani gerani, guanti gemelli.

Gusta golosi gelati, ghiaccioli giganti, grumose galantine, gelatinosi gamberi, gonfie giuggiole, grondanti grappoli, gelide granite, gommosi granchi.

Gestisce garruli gruppi goliardici; gira Ginevra gremita giudicando gente: grama, gaudente, generosa, giuliva, godereccia, giudiziosa…

Grida, geme, graffia gelosa gambe; grata gioisce, guarita!

Giocando, guarda grandiosi golfi, gioiose gole, generali galoppanti, gravose grandinate, gusci galleggianti (gondole!).

Genera giudizi: gemme genuine.

L’ACROSTICO

Giusta Insegnante, Utilizza Sistemi Insoliti. 

Grida Invocazioni, Urla Stratosferiche Innalza.

Guarda Immobile Uno Stormo Involarsi.

Piccola, Eppur Prolissa, Pronuncia Infinite Nozioni Aritmetiche.

Piacere, Eccomi! Partiamo Per Incredibili Numerose Avventure.

Poichè Ero Pulita, Potevo Indossare Nuovi Abiti.

Ascolta Zelante Amici Litigare Ed Accoglie Ritrovati Ospiti Seduta Sull’Amaca.

A Zig-zag Avanza: Lieta, Eclettica, Affabile. Riscuote Onori Solo Scolastici. Assurdo!

Ama Zucche, Arance, Lamponi Ed Angurie Rotonde. Osserva Silenziosa Salire Aquiloni.

L’ANAGRAMMA

A Z A L E A R O S S A

ALZA!  ERA  ASSO!

A  “I L  C A F F E’  D E L L A  P E P P I N A”

LE  PAPPE  DI  CANI  FA  L’ELFA.

M A E S T R A   G I U S I

STREGA!!  USI AMI!!

MESTA,  USI  RIGA.

MAI, USI STRAGE!!

MIRA, USA GESTI!

Può bastare?     Sì, sì, può bastare!     Mi sono divertita abbastanza per oggi.    A domani.

Giusy