Chi ben comincia…

… è a metà dell’opera, recita un vecchio detto.

Allora io sono già a giugno. Del 2011, però!

Ore 6.50 di lunedì 2 gennaio.

Ancora con gli occhietti chiusi sotto il piumone.

Driiin!…………… Driiiiiiiiinnnnnn! ……….Telefono.

Salta su come una molla: “Pronto?”

“Mamma, chiama i carabinieri o i vigili, che mi son venuti addosso, sono 5 rumeni, mi hanno sfasciato la macchina e adesso vogliono andare via!”

Fuori buio pesto, lei è là da sola, pensi. Stava andando a lavorare e ad un incrocio l’hanno centrata in pieno. Mancata precedenza.

Vigili? Non risponde nessuno.

Carabinieri? Neppure.

Intanto il papà si veste in fretta e furia.

Prova e riprova finalmente alla stazione locale dei Carabinieri qualcuno si stanca di sentir suonare il telefono e risponde. Ma solo per dire che fino alle 8 loro non possono muoversi. Chiamate la stradale, dicono.

Papà corre là, cercano di fare la constatazione amichevole, con quelli che rognano: la tua auto non ha niente, il danno grosso ce l’abbiamo noi! Ti paghiamo tutto noi, lascia stare!

Come non ha niente? La vostra è una Passat e cammina ancora, la nostra povera Yaris per rimuoverla occorre il carro attrezzi perché avete spaccato tutto (braccini e braccioni, assi e semiassi, giri il volante e una ruota sterza mentre l’altra sta ferma, immobile… 2.000 euro di danni, han detto oggi il meccanico e il carrozziere).

Finalmente arrivano i Vigili, verbale, ammettono la colpa: la ghiaia…(ma se la strada è asfaltata), il ghiaccio… (ma se piove), nonl’ho vista (è pure buio e i fari erano accesi)… insomma, tra tutto questo, il pronto soccorso (solo una botta in testa, ma non si sa mai), lo studio medico, l’assicurazione, passa a consegnare il modulo al lavoro… è partita tutta la mattina.

Al pronto soccorso le dicono: vai subito dalla tua dottoressa, perché domani devi far chiudere l’infortunio, 2 giorni. E lei: ma no, non li voglio, era solo per stare tranquilla! Spiacente, essendoci un verbale dei vigili, è prassi: almeno 48 ore sotto osservazione.

Vai allo studio medici associati (che noi adesso per ammalarci dobbiamo prendere prima l’appuntamento, e poi andare di persona, altrimenti non ti fanno il certificato). Impiegata allo sportello: adesso la dottoressa non c’è, però ti conviene andare direttamente all’inail per chiudere l’infortunio, perché se vieni qui sono 60 euro.

Ah, e dove vado? Città vicina, questo è l’indirizzo. Grazie e arrivederci. Ma anche no. Meglio no.

Stamattina: nebbia da tagliare col coltello, vai fino alla città grande, cerca l’indirizzo, ecco, trovato!

Ma no gioia, non dovevi venire qui, questa è l’asl! Devi andare all’inail, due semafori più in là.

Andiamo a piedi, meglio, che prima che trovi un altro parcheggio si fa mezzogiorno.

Capelli fradici per la nebbia pesante, bagnata che ti avvolge.

Permesso? Buongiorno, mi han detto di venire per chiudere l’infortunio.

Ha un appuntamento? No? E allora non possiamo riceverla… Faccia vedere le carte (un filo di pietà sul viso). Due giorni??????? Ma chi l’ha mandata? Per due giorni l’inail non paga, c’è la franchigia di quattro giorni… Vada pure a lavorare tranquilla domani. Arrivederci. Di nuovo meglio di no.

Ecco, carissimi, l’inizio del mio 2012. Che se il buongiorno si vede dal mattino, sono fritta.

Ah, dimenticavo: due mesi fa la stessa macchinina è stata tamponata da un furgone in retromarcia: al volante due rumeni. E meno male che c’erano i testimoni, altrimenti come lo spieghi ai vigili che tu eri ferma e loro si sono accorti di aver sbagliato strada e hanno messo la retro sparati a razzo senza guardare se dietro c’era qualcuno? Mia figlia sta cominciando a pensare a una piccola dose di sfiga persecutoria….

Vero, in entrambi i casi lei aveva ragione, paga tutto l’assicurazione, ma sapeste che spavento! E poi, il disagio di essere senza auto: fino a domenica posso lasciarle la mia (speriamo bene!), ma da lunedì sarà tutto un correre ed incrociare orari!

Ed è andata bene: se fosse stata mezzo metro più avanti l’avrebbero presa in pieno nella portiera, e a giudicare dalla botta e dal danno, non so come ne sarebbe uscita! Costretti a dire: meno male che è andata così!

Dulcis in fundo: la notte di capodanno, in discoteca, un amico le ha rotto la macchina fotografica, non rientra più l’obiettivo.

Fotografo: dunque, per farla riparare 180 eurini. Una nuova, più bella, più moderna: 105 euro. E papà ha pagato.

Ora, ovviamente dopo, sempre dopo, trovato lo scontrino: era ancora in garanzia. La faremo aggiustare e la terremo noi, visto che la nostra è antidiluviana.

E adesso si faccia avanti qualcun altro, per favore, che noi abbiamo già dato. Per quest’anno basta eh? Basta!

Ma siamo solo al 3 gennaio… l’anno è ancora luuuuuunnnnngooooo!

Com’è il detto? Anno bisesto, anno funesto.

Già.

Siparietti

Siparietto 1

Ore 12.30, nella mezz’ora di pausa.

Figlia seduta negli spogliatoi con aria pensierosa.
Amica: -Che succede? Non stai bene?
Figlia: -No, no… sto benissimo…
Amica: -Hai una faccia strana….
Figlia: -Stavo solo pensando che…. se ero ancora da mia mamma, alle 2 e mezza tornavo a casa e andavo a dormire… oggi, invece, quando finisco devo fare la spesa e, una volta a casa, pulire, lavare, cucinare…………

Siparietto 2

Mamma: -Quando ci troviamo per le compere natalizie?
Figlia: -Sai mamma, ho pensato che quest’anno farò tanti cari auguri a tutti quanti…. in fondo, non si dice che basta il pensiero?

Siparietto 3

Ore 17, a casa di mamma.

Mamma: -Vuoi fermarti a cena? Stasera sono sola e vengono Emilia e Monica, festeggiamo il compleanno di Emy. Faccio gli spaghetti alla chitarra con code di gambero giganti e fagiolini.
Fgilia: -Ma no…. vado a casa, ho del pollo avanzato, così lo finisco, altrimenti poi lo devo buttare.
Mamma: -Ma esci poi?
Fglia: -No no… stiamo in casa, risparmiamo soldi e benzina.

Cominciamo a capire, eh?
Forse c’è ancora speranza.
Forse non tutto è compromesso.

TG flash

Aggiornamenti dell’ultimo minuto:

A chi si domanda che fine abbia fatto la Giusy, possiamo solo dire che è stata avvistata correre trafelata da un grande magazzino ad un outlet, da un ipermercato ad un superstore, qualcuno l’ha anche e perfino scorta vagare con lo sguardo assente lungo i corridoi della scuola: si suppone quindi che sia ancora viva e che continui a lavorare, quindi chi aveva cominciato a pensare ad un processo di beatificazione credendo di aver assistito ad apparizioni ultraterrene, si metta tranquillo, al momento è ancora dei nostri (o almeno così si pensa).

Qualcuno ha avuto anche l’ardire di presentarsi a casa sua, per avere notizie più dettagliate: ebbene, sappiate che ne è uscito sconvolto, avendo avuto l’impressione di trovarsi in un luogo a metà tra una discarica e un deposito dei mercati generali dopo il passaggio dei tir che consegnano il grosso della merce.

Qua lenzuola, là tovaglie e asciugamani, da una parte pentole e posate, dall’altra piatti e bicchieri, poi secchi e detersivi, scope e scopette…..
Sapendo quanto tenga lei all’ordine, non è difficile immaginare in che stato di prostrazione (mentale e fisica) si possa trovare al momento.

Ultime notizie danno per certo che gli imbianchini stanno terminando il lavoro nella futura casa della figlia, e che quindi entro la fine della settimana tutto tornerà alla normalità (o quasi).
Poi le resterà solo da riorganizzare la sua casa, ma questo potrà farlo con calma nelle lunghe domeniche d’inverno, quando l’altra metà la renderà una vedova bianca dello sci.

P.S.: pare che l’ingenua non si sia resa pienamente conto di quel che diceva mentre affermava che “il grosso c’è già, manca la minuteria, gli acquisti dell’ultimo momento (sic!)”…. povera illusa! Il suo misero conto in banca sta subendo un’emorragia continua, il bancomat è diventato rosso, non si sa se per l’eccessivo utilizzo o per la vergogna di vedersi spogliato così brutalmente, il libretto degli assegni è reduce da una cura dimagrante piuttosto drastica. Da voci indiscrete colte nell’ambiente, si dice che confidi nel buon cuore di qualche amico/cliente/avventore casuale per un piatto di pasta e una coperta calda.

Restiamo comunque sul luogo per potervi dare ulteriori aggiornamenti, non appena avremo notizie certe, ve le comunicheremo.
Per il momento è tutto, restituiamo la linea allo studio.

Buona giornata.

Aggiornamento…

……sul disastro di sabato.

Siccome qualcuno mi ha chiesto come vanno le cose, rispondo qui, così lo faccio una volta sola.

Dunque: per quanto riguarda la Yaris di mia figlia, il danno fortunatamente è rimediabile: considerato il volo che ha fatto, è andata ancora bene. Probabilmente il fatto che il campo fosse fradicio di neve ha evitato che l’auto urtasse bruscamente il terreno ed ha evitato il ribaltamento.
L’amico meccanico è riuscito a sistemare anche pezzi che un altro avrebbe sostituito, ed è stato molto onesto. Anche lui incredulo sul fatto che lei ne sia uscita illesa.
Io non so se lassù c’è qualcuno o no, io non credo, ma in caso mi sbagli si vede che sabato pomeriggio stava guardando giù in quella direzione.
Comunque: dei soldi m’importa un fico secco (perché non c’erano dubbi sul fatto che pagasse mammà, vero?), l’importante è che lei sia qui, sana, salva e più rompina che mai. Questo è quel che conta, il resto si sistema sempre.
Oggi all’una ho finito il mio orario di lavoro e sono andata fino alle porte di Voghera a riprenderla: è ancora un po’ scossa, ma la fibra è forte.
“Non riesco a mangiare, mi viene la nausea…”
Fa niente, ti fa solo bene, così ti depuri e perdi qualche kg, tanto ne hai in abbondanza….
Ma è tosta, so che le passerà in fretta.

Per quanto riguarda la Laguna invece, la fumata è nera. Il motore è andato, talmente inchiodato che neppure togliendo la marcia la si riesce a spostare di un metro spingendola a forza di braccia.
Complimenti capo…. bel danno!
Considerato quel che costa sostituire il motore, e considerando gli anni e i km dell’auto, non se ne parla nemmeno di metterci mano. Si cambia!!!!!!
Fortunatamente la concessionaria ha disponibile una Peugeot 308 di neanche 2 anni con tutte le garanzie del caso: è un bel salto all’indietro, ma adesso io non mi posso caricare di rate più alte. Si accontenterà.

Va bon… speriamo che la mia Carolina tenga duro e non  mi faccia brutti scherzi……. visto che ci dicono tutti che non c’è il 2 senza il 3!

Buonanotte,
Giusy

Quando si dice…

…….. che una giornata è nata storta.

Ore 7.45 del mattino.
Squilla il telefono.
Il capo è andato a sciare… possibile sia già arrivato?
Di solito non chiama prima delle 8.30….
Infatti non è arrivato. Ha spaccato la macchina: cinghia di distribuzione (qualsiasi cosa essa sia). Si trova a Quincinetto.
Benone. D’accordo che era in previsione l’auto nuova entro la fine del 2010… ma adesso siamo solo all’inizio!
Piano piano, con qualche sosta, riesce ad avvicinarsi a casa, finché s’inchioda del tutto e amen e così sia. Carro attrezzi, concessionaria… e adesso è a piedi. Sentiamo la botta per la riparazione (che sarà ancor più grave perché non l’ha fermata subito ma ha tentato di arrivare a casa), poi si deciderà se riparare o sostituire. E alè!

Ore 17.25 del tardo pomeriggio.
Squilla il telefono.
La figlia è andata a Voghera dal moroso…. possibile sia già arrivata?
Di solito ci impiega circa tre quarti d’ora…
Infatti non è arrivata. È volata fuori strada: in sorpasso (!) ha volato via una riva piuttosto alta e, fortunatamente, non s’è capottata.
Grazie al cielo non s’è fatta nulla, neanche un graffio. La Yaris invece sì.
Corri là, chiama il carro attrezzi (lo stesso di stamattina: ci ha fatto lo sconto famiglia), chiama l’amico meccanico che ci fa il favore di venire ad aprire l’officina per non lasciare l’auto in giro. E alè!

Nel giro di 10 ore siamo passati da un parco macchine composto da 3 unità (una Laguna, una Yaris e un’Aygo) ad un’unica superstite: la mia Aygo.

Stasera dobbiamo uscire a cena.
Con l’Aygo, ovviamente…. è rimasta solo lei!!!
Mi credete se vi dico che non ho tutti i miei gusti (mi si passi l’espressione semi-dialettale, per favore) nel dover uscire ancora prima che scatti la mezzanotte di questo giorno della civetta? (scusi signora civetta, ma giorno del gufo non mi piaceva tanto, anche se sarebbe stato più appropriato…).

Se qualcuno sa come far girare la ruota della fortuna dalla parte giusta, me lo può comunicare per favore?
Grazie.

Giusy

Condizioni generali



“Mamma… sono passata a prendere qualche dépliant per le vacanze…. li guardi con me?”
Misericordia! Ma siamo a Gennaio! Se guardi fuori dalla finestra vedi i rami degli alberi ornati da un cm di galaverna, non sono nemmeno passati i giorni della merla, dobbiamo ancora vedere in giro mascherine e coriandoli, sorbirci cuoricini e diamanti “per sempre”, mangiare uova al cioccolato e colombe per poter poi versare le rituali lacrime di coccodrillo…. e tu mi parli di ferie? Va ben essere previdenti…. ma nemmeno so se sarò ancora viva ad agosto! Non avrei idea di ipotecare il mio futuro già adesso…

“Ma no!!! È solo per cominciare ad avere un’idea…. non so nemmeno quando avrò le ferie quest’anno!”

Ecco, appunto.

Butto un occhio sul tavolo e…. “Ma che hai fatto? Hai svaligiato l’agenzia?”“Ma daiiiii! Ho preso solo qualche catalogo e qualche dépliant di mete diverse…. Dai, vieni qui, guarda che belli!”

Belli sono belli…. e come ti sbagli?
Mi capita sotto gli occhi il dépliant di un viaggio organizzato e mi soffermo sulle foto a colori: un mare di collirio azzurro, le palme protese su una spiaggia di borotalco, un tramonto di fuoco, la veduta della sala da pranzo…
E faccio una cosa che non faccio mai: leggo la pagina delle “condizioni generali”, quelle scritte in piccolo, come le istruzioni dei medicinali.

Nessuno di noi, o quasi nessuno, firmando un contratto con una qualsiasi entità organizzata, legge mai le condizioni generali: la nostra coscienza di uomini liberi ne rimarrebbe sconvolta. Non firmeremmo più niente.

Inforco dunque i miei occhi di scorta e mi documento sui diritti-doveri del viaggiatore organizzato.

La prima notizia che apprendo è che l’agenzia può annullare il viaggio “in qualunque momento”, con il solo obbligo di restituire i soldi al cliente. E se l’annullamento procura un danno al cliente? Le condizioni generali lasciano intendere che sono affari suoi.Il viaggio può essere annullato anche per cause di forza maggiore: scioperi, motivi politici, eccetera. In questo caso l’agenzia non ha colpa, conveniamone. Restituisce la somma, però si trattiene una percentuale, l’8%. Perché mai? Per “concorso alle spese di organizzazione”. Ma l’organizzazione non è sottoposta al rischio, come qualsiasi altra impresa? No, la divinità-agenzia ne è esente.

Leggiamo adesso cosa capita a noi se annulliamo il viaggio “in qualsiasi momento”: se la rinuncia è comunicata almeno 15 giorni prima, perdiamo il 10% della somma; fra i 14 e i 5 giorni, perdiamo il 30%; meno di 5 giorni e si perde tutto.
Però un traghetto selvaggio, un pronto soccorso per tamponamento, un’altra causa di forza maggiore potrebbero valere anche per noi. Niente, sono cause di forza minore. (In fondo alle condizioni generali si apprende che con un supplemento di assicurazione si può aspirare alla restituzione della somma. Però bisogna assicurarsi. E allora perché non si assicura anche l’agenzia, invece di trattenersi una parte dei nostri soldi per concorso spese?)

Proseguo nella lettura alla ricerca di qualche diritto. Un diritto, anche minimo, mi solleverebbe il morale. Probabilmente – se non intervengono gli annullamenti in ogni momento e quelli per guerre, pestilenze, scontri con altri pianeti – ho il diritto di effettuare quel tipo di viaggio che ho lungamente studiato e scelto nel dépliant.
No, non ho neanche questo diritto: per “motivi operativi” l’agenzia può modificare i programmi, sostituire gli alberghi illustrati nelle foto a colori che così tanto mi avevano colpito… Forse, per “motivi operativi”, l’agenzia, anziché alle Canarie, può portarmi a Brescia. In ogni caso, se l’albergo costa più del previsto, l’agenzia si scusa ma non è responsabile dell’inesattezza dei prezzi stampati sul dépliant.
Il quesito è affascinante: l’agenzia è responsabile di qualcosa?
Nelle famose “condizioni generali”, c’è appunto un capitolo intitolato “responsabilità”. Informa che l’agenzia non è responsabile per danni, lesioni, perdita di bagaglio, ritardi, negligenze di persone addette ai servizi, ecc…, in quanto è solo un’intermediaria tra trasportatore e trasportato. In un carattere ancora più piccolo si comunica che l’agenzia non è neppure responsabile delle “notizie utili” contenute nel dépliant: ci sarà caldo nel Sahara o ci vorranno le mutande lunghe?

Il viaggio dura “sette” giorni, ma si scopre che, dopo la riforma del calendario gregoriano, c’è anche quella del calendario di agenzia, dove, per esempio, esiste il giorno di 20 minuti: l’aereo infatti parte alle 23.40 di lunedì e ritorna domenica alle 3 del mattino. L’ultima giornata è di 3 ore, ma basta saperle vivere: ci sono ore che valgono una vita intera.

Poso il dépliant patinato e sono alquanto perplessa…. ma forse non dovrei: in fondo, la vera legge è quella della domanda e dell’offerta. Le folle che si accalcano ai banconi delle agenzie nonostante gli annullamenti senza preavviso, i giorni di 20 minuti, le variazioni per motivi operativi, le penali…..  sarebbero forse disposte ad accettare anche un’ulteriore clausola alle condizioni generali: a discrezione dell’agenzia, il viaggio potrà essere sostituito da una proiezione di diapositive dei luoghi in cui avevamo scelto di soggiornare. Chissà…. magari riescono anche a farci credere che lo fanno per il nostro bene psico-fisico……
Meno male che non è ancora tempo di prenotazioni e posso godermi le foto in santa pace, senza preoccuparmi che siano vere oppure no.

Buon Compleanno Figlia!

COME SEI NATA?

Persone male informate,
più bugiarde del diavolo,
dicono che tu sei nata
sotto una foglia di cavolo.

Altri maligni, invece,
sostengono senza vergogna
che sei venuta al mondo
a bordo di una cicogna.

Se mamma ti ha comprato,
come taluni pretendono,
dimmi dov’è il negozio
dove i bimbi si vendono.

Tali notizie sono
prive di fondamenta;
ti ha fatto la tua mamma
e devi essere contenta.

(Bacalov-Endrigo-Rodari)

Oggi, 10 novembre, è il compleanno della mia bambina.31 anni fa ero in ospedale, in attesa che mi mostrasse il suo visetto: ancor non sapevo se sarebbe stata una bimba o un maschietto, allora non era come adesso, la sorpresa la vedevi solo quando si apriva l’uovo, come a Pasqua.
E alle 13 è nata, dopo essersi annunciata alle 10,30. Entrata in travaglio alle 11 passate, alle 13 uscivo col mio fagottino. Ricordo un’altra neo-mamma, che era in travaglio dalle 21 della sera precedente ed è uscita un’ora dopo di me… sì, devo dire che non mi ha fatto tribolare, è stata gentile nei miei confronti.

E anche crescendo, s’è subito dimostrata una che non voleva dar troppo disturbo: dopo una settimana che siam tornate dall’ospedale (allora si stava “dentro” 8 giorni, non i 2 di adesso!), ha smesso di mangiare la notte, tirata unica fino alle 8 di mattina. Ricordo che la prima volta che è successo, quando mi son svegliata mi son spaventata: ”È morta”, ho pensato. Invece no, dormiva placida. E da allora la notte non s’è più svegliata.

Abbiamo perso solo 3 notti di sonno, colichine dei primi mesi, e basta: ha sempre dormito sodo, e ancora oggi è così.
In compenso non ho mai fatto fatica a svegliarla per l’asilo o la scuola: bastava chiamarla una volta. Dall’inizio della scuola media ha imparato ad alzarsi da sola, al suono della sua sveglia.

Brava ragazza.
Solo…… un po’ sfortunata coi maschietti (ma va’?)
Io la prendo in giro dicendole che Padoa-Schioppa, quando ha parlato dei bamboccioni, ha preso lei come riferimento…., ma lei non si offende, sa che io so. So che se dipendesse da lei, sarebbe fuori casa da tempo…….

Ma questa è un’altra storia, e non è questo il luogo in cui raccontarla.
Auguri bambina mia, che la fortuna ti arrida finalmente, e ti auguro che si avveri quel che ti dico sempre: ”Quel che non è accaduto in tanti anni, può accadere in pochi giorni.”

Scusate questa incursione nella vita privata di un’azalea, ma siccome mi sento un po’ anche la vostra azalea, la mia vita è in parte anche vostra.
Mi fa quindi piacere condividere questo giorno con voi!

Giusy

Il bastone fatato

Un giorno, mentre il piccolo Claudio giocava sotto il portone, passò sulla strada un vecchietto con gli occhiali d’oro: camminava curvo, appoggiandosi ad un bastone. Proprio davanti al portone il bastone cadde.

Claudio fu pronto a raccoglierlo e a porgerlo al vecchio che, sorridendo, gli disse: “Grazie, ma non mi serve. Posso camminare benissimo senza. Se ti piace, tienilo.” E senza aspettare risposta, si allontanò.

Claudio, quasi senza pensarci, inforcò il bastone… ed ecco che non era più un bastone, ma un cavallo, che si lanciò al galoppo intorno al cortile, nitrendo. Quando Claudio meravigliato e un po’ spaventato riuscì a rimettere il piede a terra, il bastone tornò ad essere bastone, senza zoccoli nè criniera.

“Voglio riprovare” decise Claudio quando ebbe ripreso fiato. Inforcò di nuovo il bastone… e stavolta non fu un cavallo, ma un solenne cammello a due gobbe, e il cortile si trasformò in un immenso deserto.

“E’ certamente un bastone fatato” si disse Claudio inforcandolo per la terza volta. Adesso era un’automobile da corsa, tutta rossa, con il numero bianco scritto sul cofano. Poi il bastone divenne un motoscafo, poi un’astronave. Ogni volta che Claudio rimetteva il piede a terra, il bastone riprendeva il suo aspetto.

Il pomeriggio passò veloce tra quei giochi. Verso sera Claudio vide ritornare il vecchio dagli occhiali d’oro. “Ti piace il bastone?” domandò sorridendo a Claudio, il quale, credendo che lo rivolesse indietro, glielo tese, arrossendo.

Ma il vecchio fece cenno di no. “Tienilo, tienilo, – disse – che cosa me ne faccio, ormai, di un bastone? Tu ci puoi volare, io potrei soltanto appoggiarmi. Mi appoggerò al muro, e sarà lo stesso.”

E se ne andò sorridendo, perchè non c’è persona più felice al mondo di un vecchio che può regalare qualcosa ad un bambino.

(Gianni Rodari)

Quando ho letto questo racconto (sto già racimolando materiale per settembre, che è più vicino di quanto si possa pensare… una maestra resta sempre una maestra, anche in vacanza!) mi sono ricordata di quando mia figlia, piccina piccina, trascorreva ore ed ore a giocare con… le mollette per i panni! Seduta sul suo tappeto blu, nella sua cameretta o sul terrazzo, costruiva di tutto: da semplici file lunghe lunghe (i treni) a improbabili e complicatissime costruzioni (le case). A volte le agganciava l’una all’altra secondo i colori: ed ecco file gialle, file rosse, file blu…; altre volte erano le dimensioni ad ispirarla: le piccole, le medie, le grandi; altre ancora le forme: le “sottili” di legno, le “cicciotte” per i capi più pesanti, le “magroline” trasparenti. Una volta ricordo che mi stupì non poco: le aveva collegate realizzando una specie di “scala cromatica”, dalle più chiare alle più scure: lei le indicava come le “brave” e le “cattive”….

E sì che di giochi ne aveva! Ma li guardava un po’, ci giocava per qualche tempo, poi, annoiata, tornava alle sue adorate mollette. E io la lasciavo fare: mi accorgevo che catalogandole, raggruppandole, dividendole altro non faceva che sviluppare le sue prime abilità logico-matematiche. Ma non solo. Quello che faceva era “GIOCARE”. Nel vero senso della parola. Usando la SUA fantasia. Come facevamo noi da bambini quando, per motivi diversi, non avevamo tutti i giochi che ci sono oggi. Eppure ci divertivamo: socializzando, bisticciando, riappacificandoci… stabilivamo le regole e le rispettavamo: le avevamo decise noi!

Anche oggi, a scuola (e dajie!), vedo che portano giochi da casa e poi, sapete con che cosa passano la maggior parte del (poco) tempo libero che hanno? Con le palline fatte con la stagnola che avvolgeva la merenda, o con i fogli della brutta, o con un pezzo di spago… a meno che qualcuno non abbia portato il Nintendo DS: allora si dimenticano anche di mangiare e andare in bagno! Stanno lì, con lo sguardo allucinato e le dita che si muovono ad una velocità che nulla ha di umano, e stop. Li lasciassi fare, andrebbero avanti ore a muovere solo occhi e pollici. Per fortuna, suona la campanella….

P.S.: Ringrazio per la massiccia partecipazione al giochino proposto ieri e per i commenti che avete lasciato: volutamente non ho contro-commentato, quello era il vostro spazio, solo ed esclusivamente vostro. Grazie, troppo buoni! Ho anche capito che mi vedete molto colorata. Vero. E’ un blog un po’ anomalo, ma la vita è già così grigia…. almeno qui posso metterci tutto il colore che mi va! ^__^