
Per capire il valore di una sorella
chiedi a chi non ne ha una.
Per capire il valore di dieci anni
chiedi a una coppia appena divorziata.
Per capire il valore di cinque anni
chiedi a un diplomato.
Per capire il valore di un anno
chiedi a uno studente che ha fallito l’esame finale.
Per capire il valore di nove mesi
chiedi a una madre che ha dato alla luce un bimbo morto.
Per capire il valore di un mese
chiedi a una madre che ha dato alla luce un bimbo prematuro.
Per capire il valore di una settimana
chiedi a un editore di una rivista settimanale.
Per capire il valore di un’ora
chiedi a due amanti che stanno aspettando d’incontrarsi.
Per capire il valore di un minuto
chiedi a una persona che ha perso l’aereo, il treno o l’autobus.
Per capire il valore di un secondo
chiedi a una persona che è sopravvissuta a un incidente.
Per capire il valore di un millesimo di secondo
chiedi a una persona che ha vinto la medaglia d’argento alle Olimpiadi.
Per capire il valore di un amico
amane uno.
Il tempo non aspetta nessuno.
Fai tesoro di ogni momento che hai.
Lo apprezzerai ancora di più
se lo condividerai con qualcuno di speciale.

Pensando a come passa velocemnte il tempo, mi sono ricordata di questa riflessione che avevo postato lo scorso mese di marzo, il primo marzo, per essere precisa, quando il mio blog-bar era aperto da solo una settimana e ancora non era frequentato da nessuno di voi.

Sulla relatività del tempo ha scritto già qualcuno, mi pare di ricordare, quindi è inutile che mi soffermi oltre, ma in un periodo come questo, quando si avvicina la fine dell’anno, è normale fare due conti con quel che è stato e quel che avremmo voluto che fosse.

Ci rendiamo conto, ancor più che in altri periodi dell’anno, di come vola il tempo: ma non era solo ieri che eccitati ed emozionati stavamo aspettando il 2000? Pensa, ci si diceva, viviamo in un’epoca storica: siamo quelli che sono vissuti a cavallo non solo di due secoli, ma addirittura di due millenni! Ci faceva persino un po’ paura pensare a un avvenimento così importante….

Ed è passato, senza infamia e senza lode, o forse con po’ della prima e poco o nulla della seconda. Non solo è passato il Capodanno del 2000: sta per arrivare quello del 2010! Dieci anni! Giuro che non mi sembra vero, non riesco a focalizzare tutto questo tempo, questo periodo così lungo: un decennio, due lustri.

Ma dove sono finiti questi anni? Che è successo? Dov’ero? Cos’ho fatto nel frattempo? A pensarci, dieci anni sembrano un tempo lunghissimo: provate a pensare a qualcosa che avete intenzione di realizzare e di dire “Lo farò tra 10 anni”…. Sembra lontanissimo nel tempo. Eppure, questi che se ne sono appena andati, mi sono sfuggiti tra le dita come sabbia, non me li ricordo neppure.

Basta, meglio non pensarci più, altrimenti mi intristisco e non è il caso. Meglio restare concentrati su quel che deve ancora succedere, quel che deve ancora venire, quel che deve ancora essere. Perché, come dice il proverbio: acqua passata non macina più. Meglio tenere lo sguardo fisso sull’acqua che ancora deve scorrere e macinare altra vita.

Buona ultima settimana del 2009, che poi è in compartecipazione con il 2010.
Solo che quest’ultimo si prende la parte più bella della settimana: il week end. E chissà che cominciando così bene, non sia un anno fortunato per tutti. È quello che auguro a tutti Voi dal profondo del mio cuore. Vi abbraccio.
Giusy