Te possino…!

Ricordate il mio post di febbraio sulle assicurazioni?
Quello intitolato “Bonus malus”? (in caso vogliate rileggervelo, basta cliccare su “Auto” nella colonnina a sx, tra i vari argomenti)

Allora parlavo di una mia collega che, uscita da scuola, si è trovata l’auto bollata.

Ecco, stavolta è toccato a me.

Te possino e poi te possino ancora!

La mia povera Aygo, ferma, posteggiata, lì dove sta sempre, sotto casa….
adesso ha un parafango (il posteriore sx) sfregiato e pure un’ammaccatura sulla portiera.

Naturalmente ho trovato un blocchetto intero di biglietti con ammissioni di colpevolezza e dati personali… un’infinità!

Lo sapevo di non prenderla nera…. lo sapevo!

Adesso nera lo sono anch’io.

Immagina di guidare in Gran Bretagna

 

Intanto sei già incasinato perchè devi guidare al contrario…

Poi, vai tranquillamente pensando al five o’clock tea e ti trovi alle prese con un segnale al quale le tue 200 lezioni di autoscuola non ti hanno preparato…

 

Cerchi di immaginarti cosa sarà…

 Qualche decina di metri dopo apparirà questo:

La rotonda magica !

Questa è a Swindon, tra Londra e Cardiff, vicino a  Southampton.

 

No comment…

Cioè… voi commentate pure… era tanto per dire…

Soccorso stradale

- Rottadecollo! – disse un Somarello
ner vedé un’Automobbile a benzina.

- Indove passi tu, nasce un macello!
Hai sbudellato un cane, una gallina,
un porco, un’oca, un pollo…
Povere bestie! Che carneficina!
Che sfraggello che fai! Rottadecollo!

- Non fiottà tanto, faccia d’impunito!
- rispose inviperita l’Automobbile. -
Se vede che la porvere e lo sbuffo
de lo stantuffo t’hanno intontonito.

Nun sai che quanno io corro ciò la forza
de cento e più cavalli? E che te credi
che chi vò fa carriera se fa scrupolo
de quelli che se trova fra li piedi?

Io corro e me ne infischio e nun permetto
che ‘na bestiaccia ignobbile
s’azzardi de mancamme de rispetto!

E ner di’ ste parole l’Automobbile
ce mise drento tanto mai calore
che er motore, infuocato, je scoppiò.

Allora cambiò tono. Dice: – E mò?
Chi me rimorchierà fino ar deposito?
Amico mio, tu capiti a proposito,
tu solo poi sarvà la situazzione!…

- Vengo – je disse er Ciuccio – e me consolo
che cento e più cavalli a l’occasione
hanno bisogno d’un somaro solo.
(Trilussa)

E adesso che all’Italia “j’è scoppiato er motore”, il Popolo-Somarello rimedierà al danno.

Bonus Malus

Usciamo da scuola dopo il corso d’aggiornamento, è tardi, siamo stanche, abbiamo voglia di andare a casa e già siam lì che pensiamo alla cena da preparare (la testa è sempre un passo avanti), quando una collega s’accorge di un bel bollo sulla portiera, un bollo che quando è entrata a scuola, lei assicura, non c’era.È vero che più nessuno si meraviglia di uno sportello ammaccato, oramai c’è gente che fa le manovre a spinta anche in auto, tipo locomotiva nello scalo merci: nelle retromarce non guarda più neppure nello specchietto retrovisore,  si ferma quando sente crack.

Più per curiosità che per convinzione, buttiamo un occhio sul parabrezza: una volta, in queste occasioni, si trovavano sotto i tergicristalli civili messaggi: “Ho inavvertitamente urtato la sua auto, sono assicurato con la tale compagnia, il mio numero di telefono è …………….”. Ovviamente non c’è nulla. La formula di assicurazioni bonus-malus ha fatto piazza pulita (o quasi) dei gentiluomini (o gentildonne): se nel corso dell’anno non si provocano incidenti, l’anno successivo si ha diritto allo sconto. Quindi si ammacca lo sportello altrui e si taglia la corda. Rompi e fuggi. Qualcuno fa anche di più, lo so: rompe anche qualche osso…. o peggio, e poi sparisce. Ma stiamo nel nostro caso, che per piccolo che sia, quando ti tocca, è sempre una gran scocciatura.


Prima del bonus-malus, si obietterà, gli automobilisti si mettevano d’accordo: io fingo d’aver rotto un fanale a te, tu fingi d’aver rotto un fanale a me, e ci rimettiamo a nuovo la macchina gratis.
L’obiezione è fragile: i truffatori del volante si accordano anche adesso, “scambiandosi” cortesemente danni che, per la loro entità, compensano abbondantemente il mancato sconto. (Mia sorella lavora in un’agenzia di assicurazioni, e quel non mi racconta….!!!)
Si obietterà anche che se le compagnie assicuratrici dovessero ripagare tutti i fanalini rotti dai loro clienti, il costo delle polizze salirebbe alle stelle: quindi meglio limitare la copertura dell’assicurazione agli incidenti gravi con danni alle persone.
Può darsi: non so leggere un bilancio e men che meno tra le righe di un bilancio, quindi ignoro se con le attuali polizze le compagnie potrebbero o no far fronte anche ai danni più lievi.
Quello che so di certo è che sconti e franchigie non incoraggiano soltanto la prudenza di guida, ma anche la pirateria, e finiscono per contagiare anche le brave persone, trasformandole in mariuoli.
È probabile che l’autore del bollo sia un distinto signore, un buon papà che ogni tanto ripete ai suoi figli “ricordatevi che vostro padre…..”, ma, dopo il misfatto, si è guardato attorno come un ladro, ha visto che non c’era nessuno, l’idea che si stava giocando lo sconto è ingigantita, si è lasciato travolgere dal raptus del bonus, e se lè data a gambe. L’idea che per 30 o 40 € di abbuono (non so esattamente quanto sia, sparo a caso) lasciava a qualcuno un danno di 2 o 300 € da pagare non lo ha sfiorato. O lo ha sfiorato, ma ha fatto finta di niente.

In una situazione così squallida, comportamenti semplicemente corretti assurgono a gesti di eroismo, o degni di beatificazione.
Se qualcuno dovesse trovare la propria auto tamponata, col baule sbilenco legato accuratamente con lo spago, e all’interno un biglietto con nome e numero di telefono, proponga il titolare del biglietto per una ricompensa al valore civile con la seguente motivazione: “Tamponata un’auto di notte, nonostante l’assenza di testimoni, lasciava le sue generalità e faceva denuncia alla sua assicurazione: fulgido esempio di sacrificio e di rinuncia allo sconto”.

Ma brava!!!


Questa la devo raccontare.Percorrendo una strada che non mi è d’abitudine percorrere, mi trovo all’improvviso di fronte un ostacolo. Ma figurati se non doveva esserci qualche intoppo, mi vien da pensare!

Vedo che più avanti la strada è interrotta, sbarrata, cavalletti bianchi e rossi a dirmi “No, dove vai? Di qui non si passa!” e l’auto dei vigili sul ciglio della strada a controllare ed eventualmente aiutare (sì…. ma quando mai?).

Rallento, rallento ancora, guardo a destra e a sinistra cercando di capire quale altra via posso imboccare, possibilmente non un senso unico (già fatto: strada bloccata da un camion e tutti in fila ed io a dire: “Ma perché non tagliano giù di qui?” Semplice, perché era senso unico! Me ne sono accorta alla fine della via… per fortuna non ho incrociato nessuno e nessuno m’ha vista…), e mentre sto valutando le opzioni l’auto dietro strombazza e mi si affianca: una signora con un macchinone lungo da qui a là, praticamente due volte la mia Aygo, forse tre, rimane fianco a fianco alla mia macchina per un po’….
“Vorrà chiedere informazioni”, penso.

E invece no: quando giro la testa vedo uno sguardo arcigno e scocciato e una bocca rossa rossa che sillaba qualcosa che non ho voglia di decifrare, tanto ho capito che non è né una richiesta d’informazioni né un invito per un tè danzante. Ecco quindi che mi regala una bella scrollata di testa, e poi via, a tutto gas…….. direttamente sotto i cavalletti!!!

Lo so, non dovrei ridere, ma ancora rido… La scena del vigile che si stacca dal cofano dell’autopattuglia e le si avvicina piano piano con aria divertita… me la porterò nella tomba!

Ecchediamine!!! M’hai dato dell’imbranata? E adesso veditela un po’ tu: col vigile prima, e col carrozziere poi…. e siccome son cattiva, spero anche che l’auto sia di tuo marito, un marito di quelli che “tucam la dona ma no la machina”! Tè…. ciapa sù!

Ma probabilmente la tipa qualche anatema me l’ha lanciato, ed ovviamente ha attecchito, con radici ben profonde.


Mentre stavo scendendo le scale per andare in palestra, tac! mi scivola il piede sul gradino bagnato a causa della pioggia maledetta che da ieri sera cade ininterrottamente… caviglia girata… un male!!! Ho visto le stelle e la galassia intera. Quindi, mogia mogia, son tornata su, mi son ricambiata, e adesso son qui, col mio male che invece di diminuire sembra voglia aumentare… 
Così imparo a ridere degli altri………..


Buon fine settimana
Azalea slogata (ma speriamo di no!)

Aggiornamento…

……sul disastro di sabato.

Siccome qualcuno mi ha chiesto come vanno le cose, rispondo qui, così lo faccio una volta sola.

Dunque: per quanto riguarda la Yaris di mia figlia, il danno fortunatamente è rimediabile: considerato il volo che ha fatto, è andata ancora bene. Probabilmente il fatto che il campo fosse fradicio di neve ha evitato che l’auto urtasse bruscamente il terreno ed ha evitato il ribaltamento.
L’amico meccanico è riuscito a sistemare anche pezzi che un altro avrebbe sostituito, ed è stato molto onesto. Anche lui incredulo sul fatto che lei ne sia uscita illesa.
Io non so se lassù c’è qualcuno o no, io non credo, ma in caso mi sbagli si vede che sabato pomeriggio stava guardando giù in quella direzione.
Comunque: dei soldi m’importa un fico secco (perché non c’erano dubbi sul fatto che pagasse mammà, vero?), l’importante è che lei sia qui, sana, salva e più rompina che mai. Questo è quel che conta, il resto si sistema sempre.
Oggi all’una ho finito il mio orario di lavoro e sono andata fino alle porte di Voghera a riprenderla: è ancora un po’ scossa, ma la fibra è forte.
“Non riesco a mangiare, mi viene la nausea…”
Fa niente, ti fa solo bene, così ti depuri e perdi qualche kg, tanto ne hai in abbondanza….
Ma è tosta, so che le passerà in fretta.

Per quanto riguarda la Laguna invece, la fumata è nera. Il motore è andato, talmente inchiodato che neppure togliendo la marcia la si riesce a spostare di un metro spingendola a forza di braccia.
Complimenti capo…. bel danno!
Considerato quel che costa sostituire il motore, e considerando gli anni e i km dell’auto, non se ne parla nemmeno di metterci mano. Si cambia!!!!!!
Fortunatamente la concessionaria ha disponibile una Peugeot 308 di neanche 2 anni con tutte le garanzie del caso: è un bel salto all’indietro, ma adesso io non mi posso caricare di rate più alte. Si accontenterà.

Va bon… speriamo che la mia Carolina tenga duro e non  mi faccia brutti scherzi……. visto che ci dicono tutti che non c’è il 2 senza il 3!

Buonanotte,
Giusy

Quando si dice…

…….. che una giornata è nata storta.

Ore 7.45 del mattino.
Squilla il telefono.
Il capo è andato a sciare… possibile sia già arrivato?
Di solito non chiama prima delle 8.30….
Infatti non è arrivato. Ha spaccato la macchina: cinghia di distribuzione (qualsiasi cosa essa sia). Si trova a Quincinetto.
Benone. D’accordo che era in previsione l’auto nuova entro la fine del 2010… ma adesso siamo solo all’inizio!
Piano piano, con qualche sosta, riesce ad avvicinarsi a casa, finché s’inchioda del tutto e amen e così sia. Carro attrezzi, concessionaria… e adesso è a piedi. Sentiamo la botta per la riparazione (che sarà ancor più grave perché non l’ha fermata subito ma ha tentato di arrivare a casa), poi si deciderà se riparare o sostituire. E alè!

Ore 17.25 del tardo pomeriggio.
Squilla il telefono.
La figlia è andata a Voghera dal moroso…. possibile sia già arrivata?
Di solito ci impiega circa tre quarti d’ora…
Infatti non è arrivata. È volata fuori strada: in sorpasso (!) ha volato via una riva piuttosto alta e, fortunatamente, non s’è capottata.
Grazie al cielo non s’è fatta nulla, neanche un graffio. La Yaris invece sì.
Corri là, chiama il carro attrezzi (lo stesso di stamattina: ci ha fatto lo sconto famiglia), chiama l’amico meccanico che ci fa il favore di venire ad aprire l’officina per non lasciare l’auto in giro. E alè!

Nel giro di 10 ore siamo passati da un parco macchine composto da 3 unità (una Laguna, una Yaris e un’Aygo) ad un’unica superstite: la mia Aygo.

Stasera dobbiamo uscire a cena.
Con l’Aygo, ovviamente…. è rimasta solo lei!!!
Mi credete se vi dico che non ho tutti i miei gusti (mi si passi l’espressione semi-dialettale, per favore) nel dover uscire ancora prima che scatti la mezzanotte di questo giorno della civetta? (scusi signora civetta, ma giorno del gufo non mi piaceva tanto, anche se sarebbe stato più appropriato…).

Se qualcuno sa come far girare la ruota della fortuna dalla parte giusta, me lo può comunicare per favore?
Grazie.

Giusy

Problemi di parcheggio

È tardi. Da un pezzo sarei dovuto essere in ufficio. Ansiosamente esploro una via dopo l’altra, in cerca di un parcheggio: qui, la sosta è permessa solo per mezz’ora, là soltanto nei giorni dispari (e oggi è il 2 novembre), là soltanto ai soci del “club”… pazienza…
Ora bisogna che almeno passi dall’ufficio ad avvertire.
Ma proprio mentre sto frenando in corrispondenza del portone, gli occhi mi cadono su di un posto libero lungo l’opposto marciapiede.
Un  miracolo.
Certo, è stata una combinazione straordinaria: proprio dirimpetto al palazzo in cui lavoro, in pieno centro!

Passa un paio d’ore, sopra il rombo ininterrotto dei veicoli mi pare di distinguere un vocio concitato che viene dalla strada. Mi affaccio alla finestra.

Oh lo sapevo: troppo facile era stato! Non mi ero accorto infatti che là dove ho lasciato la mia macchina, c’era una saracinesca, la quale è stata aperta e ora sta uscendo un camioncino. Tre uomini in tuta stanno perciò spostando di peso la mia auto. Con le sole braccia la sradicano dal comodo buco, tanto è leggera, e la spingono più in là. Poi se ne vanno.

La mia macchina resta quindi abbandonata di traverso alla via, così da bloccare il traffico. Già un ingorgo si è formato e due poliziotti sono accorsi.

Mi precipito da basso, tolgo di mezzo l’auto, non so neppure come, riesco a spiegare l’equivoco ai due agenti e ad evitar la multa. Ma restare lì non posso. Eccomi di nuovo risucchiato nel vortice che gira, gira e non si può fermare mai perché non c’è posto per fermarsi.

(Dino Buzzati)

Io non so come siate messi voi con i problemi di parcheggio, ma qui, nella mia città, che pur è una piccola città (15 00 abitanti circa), è un disastro.
Ecco perché io preferisco muovermi a piedi, anche se mi prendono in giro quando dico che non vado in centro in auto perché altrimenti poi non so dove lasciarla…. ma è così, è vero.
Nel tempo che impiego a girare a vuoto in cerca di un buco, arrivo a piedi dove devo arrivare, risparmiando benzina, i soldi dell’eventuale parcheggio (perché se lo trovi lo trovi a pagamento), non inquinando, facendo movimento all’aria aperta e permettendo a chi viene da fuori, e quindi alla macchina non può rinunciare, di trovare posto, il mio, che ho lasciato libero. E non dimentichiamo il rischio multa! Abbiamo vigili e ausiliari così diligenti… da non credere, davvero! Basta una ruota fuori dalla riga bianca, o il muso dell’auto troppo avanti, o sforare di un minuto sul biglietto del parchimetro (ho visto un ausiliario piantonare un’auto col telefono in mano.. e non capivo, poi ho capito quando ho visto che estraeva il blocchetto e scriveva: stava controllando l’ora sul display del cellulare!!!) per beccarsi il messaggino d’amore sotto il tergicristallo.


Senza contare che spesso mi ritrovo più commissioni accumulate da sbrigare, quindi in ogni caso rischio di lasciare l’auto a Roma per far la spesa a Milano.
Stessa cosa succede quando devo recarmi a scuola qui, nella sede principale (al paese dove insegno no, lì per forza devo andare con la mia Carolina): è un delirio di nonni con SUV, mamme con fuoristrada, papà con fuoriserie, baby-sitter automunite. Sapeste quanti ne incontro strada facendo che caricano figlio e zaino sull’auto, e magari sono già a metà strada, a volte anche oltre! E naturalmente si parte per tempo, per trovare posto: così finiscono col muoversi da casa prima in auto che non se dovessero andare a piedi! E capita infine che chi arriva da fuori non sappia dove lasciare l’auto perché è tutto occupato da chi abita a 200/300 metri di distanza… mah!

Stessa scena all’uscita: addirittura ci sono nonni che già alle 15.30/15.45 arrivano e si posizionano in pole position, col loro quotidiano per ingannare l’attesa, e motore rigorosamente acceso: per riscaldarsi quando fa freddo e per rinfrescarsi quando fa caldo. E giù litri di benzina e grammi di polveri sottili (sottili???) nell’aria per quasi un’ora! Altroché mascherina per la suina…!


Arriviamo al paradosso nel paese in cui insegno, un fazzoletto con 4 case e una chiesa: alle 8 meno 10 una mamma esce di casa, accende l’auto per “decongelarla”, la lascia lì una decina di minuti poi esce con raschietto, sgratt sgratt sgratt per un bel po’, poi, finalmente, alle 8.10 esce il figlioletto (classe 5°), salgono sull’auto… e percorrono i 100 metri scarsi che li separano dalle scuole! Due curve, non di più. Roba da chiodi, mi si passi il termine.
Siamo nati con le gambe e con i piedi, ma qualcuno è convinto di essere nato con le ruote.

Al prossimo sfogo.

Un po’ di geografia


EUROPA

In Spagna i fiumi scorrono senz’acqua.
La Svizzera si trova due pagine dopo la Svezia.

Le grandi città dell’Olanda sono Rotterdam e Notre-Dame.

Malta si trova in Inghilterra, ma forse la mettono due dita sotto l’Italia.

L’Italia ha due grandi laghi: il Lago Maggiore e quello più grande.

La Danimarca esporta salumieri.


AFRICA
 

In Africa crescono nella foresta l’albero del pane, l’albero del burro e l’albero del formaggio, che vengono sfruttati da potenti compagnie americane. L’albero dei vestiti non esiste e per questo i neri vanno in giro nudi.I sacrifici umani sono quasi scomparsi in Africa: è un paese di egoisti, dove nessuno si sacrifica per gli altri.

Nelle oasi non ci sono più i leoni, perché oggi gli abitanti preferiscono coltivare i datteri.

Nell’Africa nera si ricava l’olio di oliva dalle arachidi.

Nel deserto ci sono i nomadi e i sedimentari. I morti conducono una vita sedentaria; gli altri vanno senza riposo da un’oasi all’altra.


ASIA
Le tende dei mongoli si chiamano mongolfiere.

La ricchezza della Persia è il caviale, un animaletto lanoso che serve a fare i tappeti.

I cinesi sono così numerosi in Cina che costituiscono un terzo della popolazione.

Gli indiani portano la turbina in testa.

La Siberia è il paese più freddo del mondo; i russi ci mandavano i prigionieri politici perché venivano mangiati dai lupi.


AMERICA
A nord dell’America c’è l’oceano glaciale Antico, a sud l’oceano glaciale Autentico.

Prima di Cristoforo Colombo quel continente era abitato dagli indiani, che oggi sono tornati in India. In America sono rimasti i bisonti e i Sioux.

Le cascate del Niagara funzionano solo quando ci sono i turisti.

L’inno di Panama è molto importante. Quando un piroscafo vuole andare dall’Atlantico al Pacifico, lo riempiono d’acqua e aprono la porta.

Nel Brasile c’è una foresta di vergini: le Amazzoni.

L’America Latina deve il suo nome al fatto che era stata conquistata dai romani.

L’Argentina è un paese pieno di buoi e di pecore: sono così numerosi che per andare da una città all’altra bisogna prendere l’aereo, perché le automobili non riescono a passare.

(da “Il riso in erba” di Jean-Charles)


A proposito di auto e di traffico.
Uno studente in legge, per semplificare le complicazioni giuridiche derivanti dagli incidenti d’auto, suggerì questo metodo:
“Per individuare il responsabile di uno scontro, è inutile indagare sulla priorità, la velocità, la posizione dei segnali, eccetera. Basta decidere una volta per tutte che il responsabile è il guidatore della macchina che urta l’altra per prima”.
 

Dopo cotanta saggezza…. non mi resta che augurare

Giusy