… è a metà dell’opera, recita un vecchio detto.
Allora io sono già a giugno. Del 2011, però!
Ore 6.50 di lunedì 2 gennaio.
Ancora con gli occhietti chiusi sotto il piumone.
Driiin!…………… Driiiiiiiiinnnnnn! ……….Telefono.
Salta su come una molla: “Pronto?”
“Mamma, chiama i carabinieri o i vigili, che mi son venuti addosso, sono 5 rumeni, mi hanno sfasciato la macchina e adesso vogliono andare via!”
Fuori buio pesto, lei è là da sola, pensi. Stava andando a lavorare e ad un incrocio l’hanno centrata in pieno. Mancata precedenza.
Vigili? Non risponde nessuno.
Carabinieri? Neppure.
Intanto il papà si veste in fretta e furia.
Prova e riprova finalmente alla stazione locale dei Carabinieri qualcuno si stanca di sentir suonare il telefono e risponde. Ma solo per dire che fino alle 8 loro non possono muoversi. Chiamate la stradale, dicono.
Papà corre là, cercano di fare la constatazione amichevole, con quelli che rognano: la tua auto non ha niente, il danno grosso ce l’abbiamo noi! Ti paghiamo tutto noi, lascia stare!
Come non ha niente? La vostra è una Passat e cammina ancora, la nostra povera Yaris per rimuoverla occorre il carro attrezzi perché avete spaccato tutto (braccini e braccioni, assi e semiassi, giri il volante e una ruota sterza mentre l’altra sta ferma, immobile… 2.000 euro di danni, han detto oggi il meccanico e il carrozziere).
Finalmente arrivano i Vigili, verbale, ammettono la colpa: la ghiaia…(ma se la strada è asfaltata), il ghiaccio… (ma se piove), nonl’ho vista (è pure buio e i fari erano accesi)… insomma, tra tutto questo, il pronto soccorso (solo una botta in testa, ma non si sa mai), lo studio medico, l’assicurazione, passa a consegnare il modulo al lavoro… è partita tutta la mattina.
Al pronto soccorso le dicono: vai subito dalla tua dottoressa, perché domani devi far chiudere l’infortunio, 2 giorni. E lei: ma no, non li voglio, era solo per stare tranquilla! Spiacente, essendoci un verbale dei vigili, è prassi: almeno 48 ore sotto osservazione.
Vai allo studio medici associati (che noi adesso per ammalarci dobbiamo prendere prima l’appuntamento, e poi andare di persona, altrimenti non ti fanno il certificato). Impiegata allo sportello: adesso la dottoressa non c’è, però ti conviene andare direttamente all’inail per chiudere l’infortunio, perché se vieni qui sono 60 euro.
Ah, e dove vado? Città vicina, questo è l’indirizzo. Grazie e arrivederci. Ma anche no. Meglio no.
Stamattina: nebbia da tagliare col coltello, vai fino alla città grande, cerca l’indirizzo, ecco, trovato!
Ma no gioia, non dovevi venire qui, questa è l’asl! Devi andare all’inail, due semafori più in là.
Andiamo a piedi, meglio, che prima che trovi un altro parcheggio si fa mezzogiorno.
Capelli fradici per la nebbia pesante, bagnata che ti avvolge.
Permesso? Buongiorno, mi han detto di venire per chiudere l’infortunio.
Ha un appuntamento? No? E allora non possiamo riceverla… Faccia vedere le carte (un filo di pietà sul viso). Due giorni??????? Ma chi l’ha mandata? Per due giorni l’inail non paga, c’è la franchigia di quattro giorni… Vada pure a lavorare tranquilla domani. Arrivederci. Di nuovo meglio di no.
Ecco, carissimi, l’inizio del mio 2012. Che se il buongiorno si vede dal mattino, sono fritta.
Ah, dimenticavo: due mesi fa la stessa macchinina è stata tamponata da un furgone in retromarcia: al volante due rumeni. E meno male che c’erano i testimoni, altrimenti come lo spieghi ai vigili che tu eri ferma e loro si sono accorti di aver sbagliato strada e hanno messo la retro sparati a razzo senza guardare se dietro c’era qualcuno? Mia figlia sta cominciando a pensare a una piccola dose di sfiga persecutoria….
Vero, in entrambi i casi lei aveva ragione, paga tutto l’assicurazione, ma sapeste che spavento! E poi, il disagio di essere senza auto: fino a domenica posso lasciarle la mia (speriamo bene!), ma da lunedì sarà tutto un correre ed incrociare orari!
Ed è andata bene: se fosse stata mezzo metro più avanti l’avrebbero presa in pieno nella portiera, e a giudicare dalla botta e dal danno, non so come ne sarebbe uscita! Costretti a dire: meno male che è andata così!
Dulcis in fundo: la notte di capodanno, in discoteca, un amico le ha rotto la macchina fotografica, non rientra più l’obiettivo.
Fotografo: dunque, per farla riparare 180 eurini. Una nuova, più bella, più moderna: 105 euro. E papà ha pagato.
Ora, ovviamente dopo, sempre dopo, trovato lo scontrino: era ancora in garanzia. La faremo aggiustare e la terremo noi, visto che la nostra è antidiluviana.
E adesso si faccia avanti qualcun altro, per favore, che noi abbiamo già dato. Per quest’anno basta eh? Basta!
Ma siamo solo al 3 gennaio… l’anno è ancora luuuuuunnnnngooooo!
Com’è il detto? Anno bisesto, anno funesto.
Già.
